Ambulanti, corrieri e autisti fanno lo slalom tra i pilomat
Viaggio tra i lavoratori del centro storico alle prese con le novità della viabilità Furgoni contromano e percorsi allungati: l’oggetto del desiderio è il telecomando
Furgoni degli ambulanti in contromano per arrivare in piazza San Prospero, corrieri disperati, autisti Ncc alle prese con il rebus dei codici.
Nel secondo giorno di entrata in vigore dei nuovi pilomat è stata una sequela di proteste e lamentele in centro storico, dove la confusione che sempre accompagna le modifiche - sebbene ampiamente annunciate - alla viabilità si sono sommate ai problemi annosi dell’esagono. Ad avere il dente avvelenato sono le categorie che percorrono il centro storico per lavoro, con la campagna elettorale che ha soffiato sul fuoco dello scontento: gli Ncc in perenne rivalità con i tassisti, gli ambulanti del mercato settimanale e i corrieri espresso.
Ncc e taxi
«Vogliamo il telecomando: perché ai taxi sì e a noi no? Non siamo autisti di serie B e Reggio non è Milano». Ermanno Grasselli è un padroncino Ncc (Noleggio con conducente) che collabora con Emilio Taxi. «Ogni volta che mi trovo davanti al pilomat devo tirare fuori il foglio con il codice: sto dando i numeri - spiega Grasselli - I codici sono 27, divisi per zone: piazza Prampolini 5, piazza Fontanesi 3, San Prospero 4, via Emilia 6 e così via. Però lo schema non è affatto chiaro, con gran dispendio di tempo, che per noi è denaro: ad esempio devo digitare via Campanini per via Emilia Santo Stefano e via Torrazzo per via Emilia San Pietro. Lunedì scorso ero in via Emilia alle 19, ho sbagliato codice (questo l’ho capito dopo) e ho dovuto chiamare la polizia municipale. Pian piano, a forza di prove, ci prenderò la mano, ma al momento è un terno al lotto. Siamo un servizio pubblico anche noi».
«Gli Ncc non sono servizio pubblico. Sono privati che fanno un altro mestiere e possono venire da fuori provincia: per questo il Comune ha deciso di non fornire il telecomando, non lo si può distribuire a chiunque», è stata la risposta di Fabrizio Bigi, presidente del Ctr (Consorzio taxisti reggiani), quasi 60 conducenti ognuno dotato di telecomando. «Abbiamo registrato qualche inghippo tecnico, risolvibile a breve». I taxisti sottolineano un aspetto per loro positivo. «Il fatto che i nuovi telecomandi azionino anche i pilomat di prima generazione per noi è un vantaggio».
COnsegne a ostacoli
«In questi giorni mi sto fasciando la testa: sono costretto a viaggiare il triplo di prima, sono due giorni che non mi fermo a pranzo». È disperato Massimo Catellani, 51 anni, artigiano che fa consegne per un corriere espresso in centro storico. «Faccio lunghi giri, macchinosi, rivoluzionando la scaletta della giornata per evitare i pilomat. Un esempio: se devo consegnare merce a un negozio che apre al mattino, chiude a mezzogiorno e mezza e riapre alle 16, devo farlo al mattino presto, mentre per i clienti privati nella stessa zona ci devo tornare nel pomeriggio quando i pilomat sono abbassati, tornando nello stesso luogo anche tre volte con percorsi allungati. Risultato: lavoro il doppio. E questo è solo l’inizio, poiché le fasce orarie “pilomat free” non sono definitive e a giugno potrebbe peggiorare». Ai corrieri sono stati negati sia i codici sia il telecomando. «Guardi, se potessi comprerei subito un telecomando, anche a caro prezzo, pur di lavorare sereno».
commercianti
È regnato il caos anche tra gli ambulanti del mercato settimanale di piazza San Prospero, colti di sorpresa. «Vengo qui da 39 anni, ma abito a Mantova e nessuno ci ha avvisato», ha spiegato Tiziano Bellini, 57 anni. Gli ambulanti arrivano all’alba e le problematiche in teoria possono presentarsi solo quando smantellano i banchi; ma ieri la mancanza di informazioni ha aperto la strada all’improvvisazione. «Prima entravamo da via Don Andreoli (il varco è aperto a partire dalle 5, ndr). Stamattina abbiamo fatto un altro percorso: via Roma, un tratto di via Emilia, via Calderini, quest’ultima contromano. Alle 13 abbiamo iniziato a fare avanti e indietro con il furgone: sempre contromano. Non c’è alternativa: le stradine dalla parte opposta (vicolo Scaletta, vicolo Casalecchi e via del Vescovado) sono a senso unico in uscita dalla piazza. Abbiamo chiesto ad un agente della Municipale come potevano fare, ha risposto che non lo sapeva. Non resta che usare l’elicottero».—
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