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È morto Pietro Daolio orafo e orologiaio L’addio in San Marco

A.V.
È morto Pietro Daolio orafo e orologiaio L’addio in San Marco

Aveva 87 anni e per ben 60 ha esercitato la professione Quasi una istituzione il negozio aperto in via Roma nel 1967

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Boretto. Si sono svolti ieri pomeriggio i funerali di Pietro Daolio, storico orefice e orologiaio di Boretto che ha esercitato la professione in paese per 60 anni.

Il corteo funebre è partito dalla camera mortuaria della casa di riposo per arrivare nella basilica di San Marco, dove si è svolta la funzione. Al termine la salma è stata tumulata nel cimitero locale. Daolio, che aveva compiuto 87 anni il 15 dicembre, è stato una vera e propria istituzione tra i commercianti borettesi. Nato a Guastalla nel 1931 – era originario della zona del Baccanello – aveva iniziato a lavorare come garzone nello storico negozio “Cattabiani” sempre di Guastalla, dove aveva appreso i segreti del mestiere. Poi, il trasferimento a Boretto tra il 1958 e il 1959, dove aprì la sua attività nel centro del paese, a quei tempi in fase di espansione.

Poi il negozio si trasferì in via Roma e nel 1967 nella sede attuale, sempre in via Roma, sotto al condominio San Marco, dove l’uomo ha vissuto a lungo con la compianta moglie Maria Terzi – altra figura molto conosciuta e stimata a Boretto – e il figlio Attilio. L’oreficeria Daolio è una delle attività commerciali più longeve del paese: nel corso di tantissimi anni pressoché ogni borettese vi si è recato almeno una volta nella vita. Daolio accoglieva i clienti con discrezione e cordialità. Fino a quando la salute glielo ha permesso. Daolio, fino a pochi anni fa, nel tempo libero, frequentava i bar del paese, per giocare a carte insieme ai suoi coetanei ed era appassionato di calcio: nota era, infatti, la sua passione per la squadra del Bologna.

Da diversi anni l’attività è stata rilevata dal figlio Attilio, che si è specializzato anche nel settore dell’ottica. Pietro ha continuato a lavorare e ad essere presente sino a quando ha potuto. Numerose le testimonianze di cordoglio da parte della comunità borettese. L’uomo, oltre al figlio Attilio, lascia anche la nuora Cristina con le nipoti Elena e Alessia, Pasqualina (con Renzo) e Remo, e la cognata. —

A.V.

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