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In Regione ora la maggioranza vuole riaprire i punti nascita

In Regione ora la maggioranza vuole riaprire i punti nascita

Passa il documento d’indirizzo rivolto alla giunta. Le opposizioni all’attacco «Ritardo imperdonabile dopo la chiusura rivendicata da Venturi e colleghi»

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CASTELNOVO MONTI. «Assicurare la presenza di punti nascita nelle zone disagiate, con particolare riferimento a quelle di montagna». L’assunto è quello di una risoluzione in Regione targata Pd, sottoscritta anche da Sinistra italiana e Silvia Prodi (Misto), che detta le nuove linee di indirizzo sulla questione punti nascite e sollecita il governo regionale a proseguire il confronto con il ministero al fine di rivalutare, nel nuovo patto per la salute, la riapertura delle strutture chiuse a partire dal 2014.

Da un recente incontro tra la ministra Giulia Grillo e il presidente Stefano Bonaccini è emerso il proposito di ridiscutere l’accordo Stato-Regioni del 2010 sulla chiusura dei punti nascita con meno di 500 parti all’anno. Quello che appunto aveva decretato la chiusura, tra gli altri, del punto nascite del Sant’Anna.

Ora, con questo nuovo documento, appare convinta la presa di posizione della maggioranza per rivalutare la situazione dei punti nascita, oltre che di quello di Castelnovo Monti, di Borgotaro nel Parmense, Pavullo nel Frignano nel Modenese, Alto Reno Terme (Porretta Terme) nel Bolognese.

«Il nostro percorso sui punti nascita è stato estremamente lineare», ha sentito l’esigenza di rimarcare Zoffoli in aula. In marzo, ha aggiunto, «dovrebbero arrivare le risultanze degli incontri tra il governo regionale e quello nazionale». Prendiamo l’impegno, ha concluso, «di monitorare in commissione l’iter del nuovo percorso».

Silvia Prodi (Misto) ha criticato la scelta di chiudere i punti nascita, «così le donne hanno meno diritti», e invece «devono avere il diritto di partorire in sicurezza, anche in montagna».

Tra i sottoscrittori del documento anche Yuri Torri, Igor Taruffi, Roberta Mori, Enrico Campedelli, Luciana Serri, Giuseppe Boschini, Roberto Poli, Manuela Rontini, Gian Luigi Molinari, Barbara Lori, Alessandro Cardinali, Massimo Iotti.

Igor Taruffi di Sinistra italiana ha chiesto, presentando un emendamento, di considerare nel confronto con il Governo anche il punto nascita di Porretta. Respinte invece cinque risoluzioni delle opposizioni, per la riapertura dei punti nascita chiusi in questi anni nel territorio regionale. Su Pavullo, Giulia Gibertoni del Movimento 5 Stelle ha parlato di richiesta di deroga con «dati sulle distanze chilometriche errati». «Con i dati corretti il parere consultivo sarebbe stato diverso?», chiede. Sulla risoluzione presentata dalla maggioranza ha invece parlato di «ritardo imperdonabile». Anche Andrea Galli di Forza Italia ha parlato di «incongruenza gravi». Gian Luca Sassi (Misto) ha riferito di «decisioni prese in fretta, con superficialità». Ha poi puntato il dito, relativamente alle responsabilità, sul governo regionale.

Anche Silvia Piccinini del M5S ha criticato l’esecutivo regionale: «La strategia sembra essere quella di scaricare tutto sul governo nazionale, invece la scelta di chiudere i punti nascita è stata orgogliosamente rivendicata da Venturi e colleghi». È chiaro, ha concluso, «il cambio di strategia in vista delle elezioni».

Per Matteo Rancan della Lega «è necessaria una particolare attenzione per i territori più svantaggiati». Il consigliere Michele Facci (Misto- Mns), in aula con una maglietta per la riapertura della struttura di Porretta, ha criticato il Pd. «Ci vuole una volontà politica differente, che comprenda, al contrario della giunta regionale, che occorre restituire i servizi alle realtà periferiche».

Anche per Giancarlo Tagliaferri di Fratelli d’Italia è necessario mantenere i servizi nelle aree disagiate della regione, «come peraltro prevede il decreto Lorenzin». Per Gabriele Delmonte della Lega, «dal Partito democratico non c’è stato interesse su questi temi». —

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