Condannato per le botte e la rapina al bar
Il colpo del 2017 alla “Tazza d’oro”: 4 anni e mezzo per Mattia Palloni. Al suo complice erano già stati inflitti 5 anni e 4 mesi
Quattro anni e sei mesi, più il pagamento delle spese processuali e una provvisionale di 28 mila euro. È arrivata la seconda condanna per la violenta rapina ai danni di Raffaele Bertani, 38 anni, conosciuto barista del locale “La tazza d’oro”.
La pena per i reati di rapina aggravata e lesioni personali in concorso è stata emessa per Mattia Palloni, 28 anni, nato in Valsamoggia, nel Bolognese, e residente a Vignola (Modena).
Erano le 2.30 del 18 novembre 2017 quando Bertani, titolare del bar, dopo la chiusura, si incontrò con una ragazza e per bere qualcosa assieme decise di riaprire il locale. Non sapeva di essere appena caduto in una trappola: la 17enne era un’esca della banda. Due uomini bussarono, entrarono nel locale, strapparono il registratore di cassa e fuggirono via.
Un'altra ragazza, Greta Ferretti, 21 anni, attendeva in auto i tre. Calci e pugni che spaccarono al barista la mascella e l’orbita dell’occhio destro: una sutura di 27 punti per pochi spiccioli. Grazie alle telecamere della piazza si arrivò all’identificazione dei responsabili: Marcelo Sebastiano Cardozo, 20 anni, uruguaiano residente a Bibbiano, e Palloni. L’11 luglio 2018 Cardozo è stato condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione e al pagamento di una provvisionale di 20 mila euro.
Ieri per Palloni, presente in aula, si è svolto davanti al collegio giudicante (presidente Simone Medioli Devoto, a latere Sarah Iusto e Chiara Alberti) un rito abbreviato di fatto, visto che il precedente difensore ha rinunciato all’incarico e l’avvocato Rita Gilioli ha dato il consenso alla lettura degli atti senza sentire testimoni. Il pm Giulia Stignani ha proposto 5 anni e 6 mesi. Il difensore Gilioli ha chiesto il minimo della pena, sottolineando l’apporto effettivamente fornito al fatto (Palloni non è stato l’autore materiale del pestaggio) e il comportamento collaborativo del suo assistito, che aveva consentito ai carabinieri di ritrovare il registratore di cassa abbandonato in un campo. Il fatto che Palloni sia incensurato ha pesato meno poiché il giovane, finito in prima battuta ai domiciliari, non è stato trovato in casa durante un controllo ed è tuttora pendente a suo carico un processo per evasione.
La vicenda processuale non finisce qui. Restano le due ragazze coinvolte nella notte di sangue: mentre la 17enne seguirà l’iter davanti al tribunale dei Minori, l’udienza preliminare a carico di Greta Ferretti è fissata per il 9 aprile.
L’avvocato della parte civile, Gianluca Tirelli, ha espresso soddisfazione, rimarcando un particolare: «A oggi nessuno tra gli imputati ha dichiarato una minima disponibilità a risarcire il danno. Ricordo che, in base a una perizia medico legale, il mio assistito ha riportato il 28% di danno biologico e il 25% di danno alla capacità lavorativa specifica». —
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