Gazzetta di Reggio

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La giornata del malato 

I disegni di tremila bambini per le persone ricoverate

L.S.
I disegni di tremila bambini per le persone ricoverate

Gli elaborati degli alunni di alcune scuole dell’infanzia e delle elementari consegnati dai volontari dell’Avo al Santa Maria Nuova 

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REGGIO EMILIA. Anche un disegno schizzato da un bambino su un foglio di carta può essere una manifestazione di amicizia e solidarietà capace di donare un po' di serenità a chi è ricoverato in ospedale. Lo dimostrano gli elaborati grafici prodotti da tremila alunni reggiani come simboliche “gocce d'amore”, che i volontari ospedalieri dell'associazione Avo hanno consegnato lunedì ai degenti dell'arcispedale Santa Maria Nuova in occasione della decima Giornata internazionale del malato. I disegni erano stati eseguiti da 3.071 alunni di 145 classi di 23 scuole, le primarie Marconi, Carducci, Tassoni, Tricolore, Marco Polo, Pezzani, Ada Negri, Pascoli, Bergonzi, Leopardi, Verdi, Valeriani, Ferrari, Ghiarda, San Bartolomeo e Rivalta, le scuole dell'infanzia Elisa Lari, Ciari, Pascoli, Aquilone, Gerra e Ghiardello e la scuola media Fontanesi. Gli alunni, con la guida degli insegnanti, si sono impegnati ispirandosi al testo narrativo “Il principe saggio” scritto per l'occasione da Gulli Morini. In questo modo hanno concretizzato il progetto patrocinato da Ausl, DarVoce, Federavo e Avo regionale a cui era stato dato il titolo “La mia goccia d'amore per te”.

Quindi si sono affiancati per un giorno ai volontari ospedalieri che cercano di alleviare la sofferenza e la preoccupazione dei malati con un sorriso, una stretta di mano, l’ascolto e la conversazione. I loro piccoli doni sono stati recapitati a persone ricoverate nei reparti di Medicina, Geriatria, Neurologia, Medicina Fisica e Riabilitativa, Pediatria, Pronto Soccorso pediatrico, Medicina d’Urgenza e Medicina Oncologica. La Giornata internazionale del malato è l'occasione in cui i volontari ospedalieri possono sensibilizzare i cittadini, in particolare i più giovani, facendo conoscere meglio il valore di un'attività quotidiana che, senza interferire nelle terapie e nell'assistenza assicurate dal personale sanitaria, arreca benefici ai degenti soprattutto nei casi sempre più numerosi di persone sole. —

L.S.

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