Ora l’ambulatorio odontoiatrico diventa “collaborante”
Il servizio attivato dal Centro medico Lazzaro Spallanzani in collaborazione con la onlus “Durante e dopo di noi”
Un’otturazione, un’estrazione o una semplice visita di controllo dal dentista sono spesso un problema per tutti. Se poi si tratta di persone con difficoltà psico-fisica o emotiva come nel caso di persone con disabilità psichiche, anche il solo il farle accomodare e restare immobili sulla poltrona del dentista diventa un ostacolo insormontabile. Un problema e una paura che a volte si risolve solo con il ricorso all’anestesia totale. Ma lo stesso problema si può presentare anche per visite ginecologiche o solo per gli esami radiologici o strumentali. E non sempre per i ridotti tempi a disposizione l’esame può essere effettuato. Dalla necessità di garantire cure odontoiatriche adeguate a queste persone fragili, anche ricorrendo, nei casi più gravi, proprio alla sedazione, è nato il progetto “Ambulatorio odontoiatrico collaborante” attivo al centro medico Lazzaro Spallanzani.
Il nuovo servizio di assistenza è interamente gratuito dalla prima visita a tutte le cure che si rendessero necessarie, è nato dalla convenzione, la prima del genere nella nostra provincia, sottoscritta tra il Centro Spallanzani e la fondazione “Durante e dopo di Noi”. L’accordo consentirà al centinaio di persone con disabilità iscritte all’Onlus che per le loro caratteristiche vengono definiti “non collaboranti” di trovare personale medico, dal dentista all’anestesista, ma anche assistenti e infermieri in grado di seguire il paziente fin dalla prima visita e di accompagnarlo nel loro percorso.
La convenzione siglata nei giorni scorsi ha la durata di un anno e si rivolge a pazienti adulti e a bambini che siano soci della Fondazione è stata presentata ieri dall’ amministratore delegato del Centro medico Lazzaro Spallanzani Roberto Gallosti, dal presidente della Fondazione “Durante o dopo di noi Onlus” Innocenza Grillone, dal primario del Reparto di Odontoiatria dello Spallanzani Francesca Ianni Lucio e dal presidente di Fcr e coordinatrice per progetto “Reggio Città senza barriere” Annalisa Rabitti. L’obiettivo, è stato spiegato, «è quello di fornire prestazioni alle persone con disabilità che presentino difficoltà psico-fisiche e per questa ragione non siano in grado di collaborare con il medico e partecipare in maniera attiva al proprio piano di cura, con un percorso e un approccio in cui è fondamentale l’accompagnamento».
Sulla base delle linee giuda e delle buone pratiche previste dal Ministero della Salute per queste situazioni al fine di arrivare ad un una collaborazione tra paziente e personale sanitario si parte dal creare un rapporto di fiducia, da un semplice sorriso, fino all’adozione di tecniche di controllo comportamentale, alla sedazione cosciente e nei casi più complessi ala sedazione profonda e all’anestesia generale e degenza in day hospital. —
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