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«Stop ai megabandi Alla cultura reggiana serve un assessore che dialoghi con tutti»

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Lista civica”Reggio è” sull’Arena Medi Eventi «Occorre costruire una visione pubblica»  

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LA LETTERA

Di seguito un intervento della lista civica “Reggio è” sul progetto dell’Arena Medi Eventi, fra il “Malaguzzi” e Villa Arci, oggetto di un precedente intervento a firma di Stefano Bertini, vice presidente di Arci Reggio responsabile progetti e attività culturali.

Finalmente si è aperto il dibattito in città sui temi della cultura. Prima con la nostra iniziativa al Binario 49, poi con una pagina sulla Gazzetta di Reggio a firma di Stefano Bertini, vicepresidente di Arci. Un tema che troppo spesso è considerato per addetti ai lavori, e secondario o ininfluente per costruire una visione di Reggio in prospettiva. Invece la cultura è un argomento strategico, che impone una riflessione larga e condivisa, in particolare nel momento in cui si vanno a costruire i programmi per l’amministrazione della città.

Una riflessione che guardi alla cultura e alla creatività non come orpello ma, come diceva il grande Freak Antoni, qualcosa che «(cià cià cià) poi ti cura (cià cià cià) con premura» e oggi più che mai ne abbiamo bisogno. Dal superamento delle logiche del “bandone” in favore della co-progettazione pubblico-privato, alla necessità di dare identità e programmi a medio-lungo termine agli spazi culturali cittadini, fino alla richiesta di un assessore dedicato alla Cultura che possa essere un interlocutore di riferimento per tutti. Per questo condividiamo e facciamo nostre le riflessioni del vicepresidente di Arci.

Per conseguire questo obiettivo è indispensabile costruire una visione pubblica di lungo respiro in grado sia di valorizzare il nostro ecosistema culturale sia di rilanciare tramite un rinnovato impulso il ruolo delle istituzioni culturali cittadine. Queste le pensiamo sempre più aperte, messe in condizione di fare rete e di costruire insieme una cultura diffusa, con pari dignità e risorse adeguate. Abbiamo un’idea di democrazia della cultura che sappia cogliere le differenze, mantenere dinamicità e valorizzare le professionalità.

Non tutti sanno fare tutto – i medici fanno i medici, studiando e approfondendo, come gli operatori culturali fanno il loro mestiere, anche loro studiando e approfondendo – ma tutti devono trovare il modo di contaminarsi, ibridarsi, interagire. E allora ci piacerebbe dare risposta ad alcune domande. Quale futuro per il nostro sistema museale ora che volge al termine il progetto di rinnovamento di Palazzo dei Musei? Se le biblioteche sono porta d’accesso universale alla cultura, come possiamo renderle sempre più vive e integrate nel sistema culturale cittadino? Come si può rendere più sinergico il lavoro delle istituzioni e delle fondazioni pubbliche reggiane perché mantengano un ruolo popolare e di stimolo, senza assecondare logiche di marketing? Quali strumenti possiamo usare per mescolare alto e basso, pubblico e privato, per promuovere una città culturalmente ricca e attrattiva? Potremo finalmente ripensare il ruolo dell’assessore alla Cultura, come cabina di regia che orienta e si fa garante di un piano dell’offerta culturale e di una visione strategica? —

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