BASSA REGGIANA
Botte, vessazioni e violenze continue ai danni delle tre mogli e dei figli, arrestati due fratelli e un cugino
La segnalazione dei servizi sociali ha fatto scattare le indagini dei carabinieri. La procura chiede e ottiene il provvedimento di natura cautelare visti i gravi atti di cui i tre sono accusati
2 MINUTI DI LETTURA
BASSA REGGIANA. Due fratelli e un cugino sono finiti in carcere con gravissime accuse per i continui pestaggi e maltrattamenti a moglie e figli minori. Una vicenda dai contenuti primordiali e raccapriccianti in un contesto di assoluta omertà per la paura delle vittime a denunciare i soprusi, quella portata alla luce dai carabinieri del nucleo operativo della compagnia carabinieri di Guastalla, sotto il costante coordinamento della procura reggiana – Maria Rita Pantani titolare delle indagini. I tre uomini, con i rispettivi nuclei familiari, vivevano nello stesso immobile. Ora devono rispondere di concorso in maltrattamenti continuati e aggravati ai danni delle rispettive tre mogli e dei loro figli minori (una decina).
Il gip del Tribunale di Reggio Emilia, accogliendo le richieste della Procura reggiana, concorde con le risultanze investigative dei carabinieri di Guastalla, ha emesso a carico dei tre uomini di nazionalità pakistana (un 36enne, il fratello 47enne e un loro cugino 49enne), un’ordinanza di custodia cautelare in carcere che è stata eseguita dagli stessi militari di Guastalla, congiuntamente ai colleghi del nucleo investigativo del Comando Provinciale di Reggio Emilia. I tre pakistani sono stati condotti in carcere liberando, di fatto, dalle angherie da tempo subite tre nuclei familiari.
Secondo le risultanze investigative i tre, in concorso morale e materiale tra loro, istigandosi reciprocamente, maltrattavano le loro mogli conviventi in presenza dei figli minori e gli stessi minori con continue vessazioni fisiche e psichiche.
In particolare si lasciavano andare a eccessi d’ira, lesinavano i medicinali, urlavano per un nonnulla, colpivano anche più volte al giorno i figli con schiaffi e le mogli con pugni alla testa usando anche delle sedie, scarpe, bastoni e altri oggetti contundenti.
L’indagine ha preso il via da una segnalazione del servizio sociale. E alla luce del riserbo e della scarsa collaborazione delle vittime terrorizzate dalle possibili ripercussioni, ha visto i carabinieri avviare attività tecniche che hanno portato ai dovuti riscontri.
Per il 36enne anche l’ulteriore e grave accusa di violenza sessuale continuata ed aggravata per aver costretto la moglie a subire, in più occasioni, rapporti sessuali, dopo averla ridotta in uno stato di soggettazione e incapacità a reagire mediante continue percosse e minacce.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
