E adesso il Grana va al contrattacco: «Sul Lisozima non cambia nulla»
Il consorzio del Padano: «Rispettati tutti i regolamenti» Bertinelli, presidente del Reggiano: «Aspettiamo il Tar»
REGGIO EMILIA. «È superfluo ribadire che lo scrivente Consorzio si atterrà senza indugi a qualsiasi decisione che i tribunali competenti in materia indicheranno, ma nel frattempo difenderà con tutta l’energia possibile la posizione assunta che ritiene assolutamente rispettosa e conforme alle normative in vigore, respingendo ogni tentativo di indebita interferenza o strumentalizzazione». E ancora: «Fa davvero piacere constatare che la risposta del sottosegretario alla Salute, dottor Coletto, all’interpellanza è di tono e contenuti assai diversi da quanto interpretato e anticipato dall’onorevole Zanichelli ai media che ci aveva molto sorpreso perché ritenevamo impossibile che la risposta a un’interpellanza revocasse gli effetti di una nota ufficiale del ministero alla Salute, sentito il Consiglio Superiore di Sanità». E infine: «Pressioni e interventi che sono intercorsi e che dovessero intercorrere sino al pronunciamento definitivo della giustizia già attivatasi, hanno esclusivamente effetto propagandistico e demagogico, ma assolutamente nessuno dal punto di vista giuridico e operativo. Quindi non cambia assolutamente nulla rispetto a prima».
Per il M5s la partita era chiusa. Il Pd invece ha annunciato nuove interrogazioni al ministero dell’Agricoltura. E all’indomani della risposta del sottosegretario, ora sul caso Lisozima è la volta del Consorzio del Grana Padano, che attraverso il presidente Nicola Cesare Baldrighi rompe il silenzio e lancia frecciate al deputato M5s, Davide Zanichelli.
IL DOCUMENTO
Di fatto, nella risposta del Ministero alle due interrogazioni è stata rimandata ogni indicazione sulle etichettature ai regolamenti Ue, segnando però un round a favore del Reggiano. Una partita tuttavia ancora lunga, che vede pendenti un ricorso al Tar e uno straordinario al Capo dello Stato, avanzati dallo stesso Consorzio del Reggiano su una querelle che non ha mancato di provocare un certo imbarazzo al suo presidente, Nicola Bertinelli, che nelle vesti di presidente regionale Coldiretti tutela anche il principale concorrente, cioè il Grana. Di fronte alla risposta ministeriale, lo stesso Bertinelli mantiene un profilo basso: «Per il Consorzio del Reggiano – afferma – l’ultima parola spetta ai giudici. Sarà infatti un giudice a stabilire se il lisozima è un additivo o un coadiuvante tecnologico e se il ministero della Salute ha rispettato tutte le procedure. Noi non abbiamo fatto polemica e non abbiamo gestito questo tema con un approccio politico e mediatico, ma con un approccio tecnico e scientifico. Dal punto di vista del Consorzio del Reggiano, non esistono le basi scientifiche per questo declassamento ma il Consorzio del Grana ovviamente la vede in modo opposto. Per questo motivo, entro la prossima estate, sarà il Tar e quindi un giudice a dire se le evidenze scientifiche sono tali da permettere questo declassamento».
IN ATTESA DEL GIUDICE
Proprio all’atteso parere del tribunale amministrativo si rifà anche il presidente del Grana, Baldrighi, che di fronte alle considerazioni in punta di diritto messe nero su bianco dal sottosegretario Coletto, risponde con la stessa moneta, mettendo in fila tutti i regolamenti rispettati: «Il Consorzio Tutela Grana Padano, anche stavolta, si è rigorosamente attenuto alle indicazioni del Ministero emanate l’8 maggio – afferma Baldrighi – In tale documento non si mette in discussione il primato dell’Ue in materia di etichettatura e in particolare per quanto riguarda la classificazione dei conservanti. Il lisozima è e rimane a tutti gli effetti un conservante quando usato in formaggi che ne consigliano l’utilizzo mentre nel Grana Padano Dop non svolge funzione di conservante, e quindi nel Grana Padano il lisozima non è un conservante bensì un coadiuvante tecnologico. Da ciò ne deriva che pur dovendo essere chiaramente, come in effetti tutt’ora è, indicato in etichetta perché estratto dall’uovo, nel rispetto del RegUE 1169 del 2011, non va riportata la dicitura conservante perché nel Grana non lo è». Per Baldrighi, «ciò in assoluta coerenza con il RegUE 1333/2008, che direttamente specifica che lo stesso non si applica ai coadiuvanti tecnologici. Questo è il tema su cui, sentito il Consiglio Superiore di Sanità e valutati gli esiti delle verifiche tecnico- scientifiche dell’Istituto Superiore di Sanità, organi assolutamente imparziali di altissimo e indiscutibile livello scientifico, si è espressa con chiarezza la Direzione Generale del Ministero alla Salute». Secondo il presidente del Grana, «poteva il Ministero alla Salute adottare il parere dei massimi organi scientifici italiani competenti in materia? Secondo noi sì, anzi non solo poteva ma addirittura doveva adottarlo, come in effetti ha fatto». Per Baldrighi, «è su questo argomento che il Tar dovrà prossimamente esprimersi». —
Evaristo Sparvieri
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