Gazzetta di Reggio

Reggio

l’accusa del sindacato 

«Il report 2018 di Unioncamere dribbla lavoro nero e infortuni»

La Cgil regionale contro le 150 pagine del rapporto sullo stato dell’economia «Nessun riferimento alle morti bianche, alla criminalità o alle “coop spurie”»

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reggio emilia. Il report 2018 sullo stato della economia regionale elaborato da Unioncamere Emilia Romagna? Tutt’altro che completo. Ad affermarlo, attaccando la lettura della realtà che viene fatta nelle 150 pagine del rapporto, è Franco Zavatti, Cgil Modena e parte del coordinamento legalità e sicurezza Cgil Emilia-Romagna.

Il report infatti, attacca Zavatti, è «molto attento a dribblare dati non positivi, altrettanto ufficiali perchè emessi da organi dello Stato, che meglio completerebbero la rassegna qualitativa della nostra economia regionale, valutandone gli aspetti anche di segno diverso». Il primo riferimento del sindacalista è agli occupati che sì aumentano nel numero ma «calano in percentuale: più dipendenti, più donne, ma meno ore lavorate, insieme a più precari, più part-time, meno lavoro giovanile e più lavoro per ultra 55 enni». Nel documento di Unioncamere, prosegue Zavatti, vengono omessi anche i dati «sui crescenti esiti ispettivi per lavoro nero e irregolare nei nostri territori, o i dati Inail sui crescenti incidenti sul lavoro e malattie professionali, che ci portano verso un podio nazionale rosso e non gradevole».

Ma ancor più «sorprendente è il completo silenzio sul preoccupante crescere dei dati relativi all’economia collusa e malavitosa di questi territori – attacca ancora il sindacalista – con nessun riferimento ai resoconti aggiornati della Banca d’Italia-Uif sulle troppe segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio. Crescenti in numero e con tasso di “rischio medio-elevato” che supera il 60%». Un report 2018, insomma, «senza una riga che porti un riferimento alla maxi-sentenza Aemilia depositata nello stesso 2018» e con «nessuna tabellina che rapporti le scarse adesioni delle imprese nostrane alla “buona pratica” delle iscrizioni agli albi del rating di legalità, o delle white list, o dell’Elenco di merito regionale».

Nessun riferimento nemmeno «all’allarmante fenomeno delle “coop spurie” – prosegue Zavatti – particolarmente diffuse in regione. Le cronache di ognuna delle nostre province confermano, quasi quotidianamente, una prassi illegale che vede troppo spesso solo il sindacato impegnato nella denuncia e contrasto». Infine, per la Cgil regionale «sarebbe stato utile radiografare la dinamica che ha portato alla larga destrutturazione, in tanti settori, dell’organizzazione produttiva aziendale con appalto, subappalto/affitto di intere filiere produttive, nel nome del risparmio sul lavoro».

L’attacco del sindacalista si conclude però con un auspicio, ovvero che «il futuro report di Unioncamere consideri a 360 gradi non solo i tanti pregi ma anche i limiti, i rischi documentati e le distorsioni accertate. Sarà così più agevole per tutti agire per il meglio, facendo vera prevenzione sul malaffare e spingere per gli urgenti correttivi necessari». —

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