Reggio Emilia, devasta mezza stazione: espulso un 53enne ghanese
Controllate in una settimana dagli agenti della Questura 787 persone. Disposti quattro provvedimenti di rimpatrio
REGGIO EMILIA. Ha infranto con una pietra la porta a vetri della stazione. Poi, una volta fermato, ha danneggiato anche la porta dei locali della Polizia Ferroviaria, ma solo dopo aver danneggiato il bancomat di via Eritrea. E' una serata di follia quella che ha visto come protagonista un 53enne di origine ghanese, colpito ora da un nuovo provvedimento di espulsione della Questura, che lo ha accompagnato nel Centro di permanenza per i rimpatri di Potenza.
Una vecchia conoscenza delle forze dell'ordine, che già in passato si è reso protagonista di altri episodi violenti, per i quali era già gravato da un precedente provvedimento di espulsione (non ottemperato), collezionando una raffica di denunce. Nel 2017, il 53enne era stato denunciato perché era andato in escandescenza contro il personale sanitario del Centro Salute Mentale di via Petrella. Anche in quel caso, aveva preso a sassate la vetrata della struttura. Il 53enne, inoltre, era stato più volte segnalato anche per ubriachezza, lesioni e resistenza a Pubblico Ufficiale. E, in relazione alla sua pericolosità, il questore nel 2017 aveva revocato il permesso di lungo periodo che possedeva per lavoro.
I CONTROLLI. L'espulsione del 53enne è stata solo una delle operazioni condotte dagli agenti della polizia di Stato in zona stazione, nell'ambito del sistema di controlli straordinari disposti dal questore, Antonio Sbordone. Nel corso della settimana, sono stati impiegati 54 agenti del Reparto Prevenzione Crimine, che insieme a 16 agenti della Questura hanno controllato la zona stazione, i centri commerciali, i parchi cittadini, effettuando posti di controllo nelle vie di accesso alla città, con lo scopo di contrastare il fenomeno dei furti e di identificare eventuali personaggi sospetti. Le identificazioni inoltre sono state approfondite con accertamenti in tempo reale degli agenti dell’Ufficio Immigrazione, in modo da approfondire tutte le situazioni amministrative che possano far emergere situazioni di irregolarità sul permesso di soggiorno.
In totale, nell'ambito dei controlli, sono state identificate 787 persone, 348 delle quali di origine straniera. Diciotto, invece, gli approfondimenti amministrativi sui permessi di soggiorno. Oltre al 53enne ghanese, al termine dei controlli gli agenti hanno provveduto ad espellere altre tre persone.
RIMPATRI. Fra questi, un 56enne di origine marocchina, rimpatriato dall’aeroporto di Bologna con una scorta internazionale. Il 56enne era in Italia da molti anni con un soggiorno per lavoro, rifiutato nel 2013 per la perdita di requisiti. Aveva richiesto il rilascio della protezione internazionale, dopo essere stato espulso nel 2015 ed accompagnato nel Centro di identificazione di Bari. La richiesta di protezione è stata rifiutata dalla Commissione territoriale nel 2016. Senza fissa dimora, stazionava anche a Correggio, dove è stato sorpreso più volte per accattonaggio molesto dalla locale stazione dei carabinieri. E proprio d'intesa con l'Arma, l’Ufficio Immigrazione della Polizia di Stato ha organizzato le procedure necessarie al rimpatrio, attraverso l'identificazione dello straniero da parte del Consolato del Marocco di Bologna.
Rispedito in Marocco, sempre attraverso un aereo scortato, anche un 26enne, sempre di origine marocchina, rintracciato dopo aver scontato un periodo di reclusione in carcere per reati di resistenza, furto e rapina. Per quest'ultimo reato è stato condannato a 3 anni di reclusione. Anche in questo caso fondamentale è stata la collaborazione del consolato: il 26enne era in Italia dal 2009 ma nel 2016 gli si era rifiutato il rinnovo del permesso di soggiorno proprio per i reati commessi.
Un altro provvedimento ha invece riguardato un 37enne, sempre di origine marocchina. Dopo aver anch’esso scontato un periodo di carcerazione per furto con strappo di cellulare ai danni di un minorenne in stazione, è stato anche lui scortato in Marocco a seguito del rimpatrio disposto dal Questore, con partenza dall'aeroporto di Bologna. In Italia dal 2008 con un permesso di soggiorno scaduto nel 2017, era già stato espulso nel dicembre 2017 con ordine del Questore a cui non ha mai ottemperato.
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