Tafferugli al derby fra Parma e Reggiana: arrestato un tifoso-praticante avvocato
Ai domiciliari Alessandro Occhinegro, 32 anni, accusato di violenza e minaccia contro gli steward nella gara del maggio 2017
REGGIO EMILIA. Ad incastrarlo ci sarebbe un fotogramma delle telecamere di videosorveglianza, che lo immortala mentre scaglia un tombino contro gli steward, che lo schivano per un soffio. Un tifoso reggiano è finito agli arresti domiciliari, accusato – a distanza di quasi due anni – di essersi reso responsabile dei disordini durante il derby Parma-Reggiana, allo stadio Tardini il 7 maggio 2017. Il destinatario della misura cautelare, emessa dal Gip di Parma, è Alessandro Occhinegro, 32 anni, avvocato che milita nella squadra di legali nostrani Duralex. Il giovane incensurato è ritenuto responsabile dei reati di violenza e minaccia aggravata nei confronti degli addetti alla sicurezza del Tardini.
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LA VICENDA
A finire nel mirino della questura di Parma è stato un tifoso che quel giorno, durante il match, si è introdotto nel settore ospiti eludendo con destrezza i controlli ai tornelli e mettendo in atto azioni violente vicino alla recinzione che separa le gradinate dal campo da gioco. L’individuo, travisato in volto e insieme ad altri soggetti, in un primo momento ha cercato di sfondare a spallate la barriera, con l’intento di invadere il campo; tentativo non riuscito. Ha tuttavia continuato a danneggiare la barriera: armato di un tombino – prelevato in precedenza da un locale seminterrato del settore ospiti – ha colpito a più riprese la recinzione, che però non ha ceduto. Il gesto ha richiamato l’attenzione del dispositivo di sicurezza della società Parma Calcio 1913, che ha schierato gli steward vicino alle barriere con lo scopo di porre fine al quel comportamento pericoloso. Ma il tifoso ha afferrato di nuovo il tombino, posato per terra, e lo ha lanciato contro la security, con gli operatori che sono riusciti a spostarsi appena in tempo per evitare un impatto che avrebbe potuto essere letale.
LE INDAGINI
L’indagine della Digos ha preso avvio dall’analisi dei filmati della videosorveglianza, comparandoli con altre immagini pre e post partita, con i movimenti di alcuni ultras noti all’interno della tifoseria organizzata reggiana e con la consultazione delle tessere dei tifosi. I poliziotti hanno ristretto il cerchio sull’autore del lancio: il “soggetto 31”, chiamato così per distinguerlo dagli altri facinorosi, è stato individuato in Occhinegro.
Un’identificazione secondo gli inquirenti indicata da una serie di elementi: l’appartenenza alla tifoseria della Reggiana; la coincidenza di numerosi particolari facciali e fisionomici; la confidenza mostrata con altre due persone, notate insieme a Occhinegro prima dell’inizio del derby. Soprattutto è stato il profilo Facebook a tradire il 32enne: nelle foto sui social l’indagato indossa lo stesso tipo di occhiali da sole (Ray-Ban tipo wayfarer) e un identico anello all’anulare destro, mentre in un post proprio della domenica incriminata, alle 12.56, scriveva “Delirio al derby”, «facendo riferimento ai disordini – è scritto nell’ordinanza – Dal che si trae il ragionevole convincimento che l’indagato fosse presente a Parma e avesse partecipato ai tafferugli». Come se non bastasse, durante la perquisizione domiciliare in casa del giovane, residente in città. è stato rinvenuto un abbigliamento uguale a quello indossato dal violento sugli spalti. —
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