«Tracimazione controllata? Parola che non deve esistere»
I sindaci reggiani ieri all’incontro con il Consorzio “Terre dei Gonzaga in destra Po” La Lombardia stanzia 15 milioni per alzare gli argini nei sette punti rimasti bassi
GUASTALLA. «La parola tracimazione deve scomparire dal vocabolario della Regione Lombardia e di Aipo. Contesto il metodo e il merito di questa assurda proposta perché, se non fosse stato per i colleghi mantovani, noi sindaci della sponda reggiana del fiume Po non avremmo saputo nulla».
Questa la perentoria posizione di Andrea Costa, sindaco di Luzzara, che ieri mattina, ha preso parte all’incontro che si è svolto a San Benedetto Po, nel Mantovano, con il presidente e il direttore del Consorzio di bonifica “Terre dei Gonzaga in destra Po”, rispettivamente Ada Giorgi e Raffaele Monica.
E aggiunge Costa: «Credo sia bastata l’esperienza dell’alluvione di Lentigione a far capire cosa significa “tracimazione” con conseguenti gravi danni alle abitazioni e alle imprese. Gli argini devono essere rialzati, punto e basta».
All’incontro, oltre al sindaco di Luzzara, erano presenti anche Ivan Pavesi, vicesindaco di Guastalla; Roberto Angeli, sindaco di Reggiolo; Renzo Bergamini, sindaco di Gualtieri.
La preoccupazione condivisa da tutti i primi cittadini è che si approfitti del progetto finanziato dalla Regione Lombardia per 15 milioni di euro per finanziare le opere di innalzamento degli argini maestri nei sette punti rimasti più bassi dopo la piena del 2000, e per introdurre una prima sperimentazione di tracimazione controllata del Grande Fiume.
Ieri mattina, dopo l’incontro di giovedì 14 febbraio dei sindaci con il direttore dell’Autorità di Bacino e di Aipo, è stata analizzata anche la risposta all’interrogazione della consigliera regionale Barbara Mazzali, indirizzata all’assessore regionale Pietro Foroni.
Per Ivan Pavesi, vicesindaco di Guastalla, la proposta della Regione Lombardia, se verrà attuata, «non dovrà coinvolgere solo le istituzioni pubbliche ma dovrà essere condivisa da artigiani, industriali, commercianti e agricoltori».
Tuttavia, a nome di tutti gli amministratori presenti, Roberto Lasagna, sindaco di San Benedetto Po, ha precisato: «Siamo contrari a qualsiasi forma di tracimazione controllata degli argini maestri, anche in casi estremi. Abbiamo un territorio ricco di attività agricole e di allevamento, per il quale ci sforziamo di proporre progetti di attrattività. È chiaro che non vogliamo vederlo penalizzato. Per questo auspichiamo un confronto rapido con la Regione Lombardia e la Regione Emilia-Romagna».
«Le soluzioni tecniche per contenere le acque del Po nei casi di eventi meteorologici eccezionali – continuano gli amministratori – non sono di nostra competenza, ma siamo in dovere di chiedere che siano perseguiti studi legati solo al coinvolgimento e all’utilizzo delle golene aperte e chiuse entro gli argini maestri del fiume». —
O.C - M.P.
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