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Devasta mezza stazione, espulso ghanese Controlli a tappeto e rimpatri a raffica

Devasta mezza stazione, espulso ghanese Controlli a tappeto e rimpatri a raffica

Esagitato prende a sassate una porta a vetri, danneggiando l’ufficio della polizia ferroviaria e il bancomat di via Eritrea

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REGGIO EMILIA. Si è accanito con una pietra contro la porta a vetri della stazione. Poi, una volta fermato, ha rotto la porta del posto di polizia ferroviaria, dopo aver danneggiato anche il bancomat di via Eritrea. Una serata di follia, che ha visto come protagonista un 53enne di origine ghanese, colpito ora da un nuovo provvedimento di espulsione della Questura, che lo ha accompagnato nel Centro di permanenza per i rimpatri di Potenza. Una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, già in passato protagonista di altri episodi violenti, per i quali era già gravato da un precedente provvedimento di espulsione (non osservato), collezionando una raffica di denunce.

I PRECEDENTI

Nel 2017, il 53enne era stato denunciato perché era andato in escandescenze contro il personale sanitario del Centro Salute Mentale di via Petrella. Anche in quel caso, aveva preso a sassate la vetrata della struttura. Era stato inoltre più volte segnalato per ubriachezza, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. E, in relazione alla sua pericolosità, il questore nel 2017 gli aveva revocato il permesso di lungo periodo che possedeva per lavoro.

I CONTROLLI.

L’espulsione del 53enne è stata solo una delle operazioni condotte dagli agenti della polizia di Stato in zona stazione, nell’ambito del sistema di controlli disposti dal questore, Antonio Sbordone. Nel corso della settimana, sono stati impiegati 54 agenti del Reparto Prevenzione Crimine, che insieme a 16 agenti della Questura hanno controllato la stazione, i centri commerciali e i parchi reggiani, effettuando posti di controllo nelle vie di accesso alla città con lo scopo di contrastare il fenomeno dei furti e identificare eventuali personaggi sospetti. Le identificazioni sono state condotte con accertamenti in tempo reale degli agenti dell’Ufficio Immigrazione, in modo da approfondire subito eventuali irregolarità sul permesso di soggiorno. In totale, sono state identificate 787 persone, 348 delle quali di origine straniera. Diciotto, invece, gli approfondimenti amministrativi sui permessi di soggiorno. Oltre al ghanese, gli agenti hanno provveduto a espellere altre tre persone.

I RIMPATRI

Fra questi, un 56enne di origine marocchina, rimpatriato dall’aeroporto di Bologna con una scorta internazionale. Il 56enne era in Italia da molti anni con un soggiorno per lavoro, rifiutato nel 2013 per la perdita dei requisiti. Aveva richiesto il rilascio della protezione internazionale, dopo essere stato espulso nel 2015 e accompagnato nel Centro di identificazione di Bari. La richiesta di protezione è stata rifiutata dalla Commissione territoriale nel 2016. Senza fissa dimora, stazionava spesso anche a Correggio, dove è stato sorpreso più volte per accattonaggio molesto dalla locale stazione dei carabinieri. Proprio d’intesa con l’Arma, l’Ufficio Immigrazione della Polizia ha organizzato le procedure per il rimpatrio, attraverso l’identificazione dello straniero da parte del Consolato del Marocco di Bologna. Rispedito in Marocco in aereo anche un 26enne, sempre di origine marocchina, rintracciato dopo aver scontato un periodo di reclusione per reati di resistenza, furto e rapina. Per quest’ultimo reato, era stato condannato a 3 anni. Anche in questo caso fondamentale è stata la collaborazione del consolato: il 26enne era in Italia dal 2009, ma nel 2016 non gli era stato rinnovato il permesso di soggiorno proprio per i reati commessi. Un altro provvedimento ha infine riguardato un 37enne, sempre di origine marocchina. Dopo aver anch’esso scontato un periodo di carcerazione per furto con strappo di cellulare ai danni di un minorenne in stazione, è stato anch’egli scortato in aereo in Marocco a seguito del rimpatrio disposto dal Questore.

In Italia dal 2008, con un permesso di soggiorno scaduto nel 2017, era già stato espulso nel dicembre 2017 con ordine del Questore al quale non ha mai ottemperato. —

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