«Ha vinto 60 euro alle slot ma voleva avere più soldi»
reggio emilia. Il giorno dopo l’aggressione avvenuta davanti al loro locale, i titolari cinesi del bar Esperia di viale Piave sono al lavoro, come sempre, nonostante i segni della furia del 39enne albanese siano più che evidenti.
Tanto sul corpo della donna, Ye Qin, che ha un labbro gonfio e ferito, quanto sulla slot machine che ha involontariamente dato vita alla notte di follia, ora distrutta e inservibile.
A raccontare la sua versione dei fatti è il gestore dell’attività commerciale, Jin Jian, che da tutti si fa chiamare Giuseppe.
«Stava giocando alla slot – spiega l’uomo con fare piuttosto agitato – e a un certo punto ha vinto. Solo che la macchinetta gli ha restituito solo 60 euro mentre lui ne pretendeva cento».
A quel punto Jian ha tentato di spiegargli che «quella slot non è mia, non so come funziona, avrei dovuto aspettare il giorno successivo per contattare la ditta che ce la fornisce. Ma lui è impazzito e ha cominciato a urlare».
Il titolare racconta allora come il 39enne si sia scagliato contro la Vlt, colpendola con una bottiglia rotta, e quindi contro sua moglie, finché non sono arrivati i quattro connazionali in loro difesa. «Ho detto loro – conclude Jian – di non fare casino dentro il bar, di non entrare e andar via tutti, poi una volta in strada non ho capito bene cosa sia successo, io ho visto solo volare dei pugni».
Ad accertare l’esatta dinamica dei fatti e a rintracciare i responsabili del linciaggio dovranno essere ora gli uomini della squadra mobile, che stanno indagando anche con il prezioso supporto delle numerose telecamere di videosorveglianza. Tanto quelle in strada, in viale Piave, quanto quelle collocate dentro il bar. —
L.G.
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