La salute mentale le cure e le persone nel docufilm “Siamo tutti fuori”
CAVRIAGO. Un pomeriggio per riflettere sulla salute mentale come bene di comunità: oggi al circolo Arci Kessel di Cavriago arriva “Siamo tutti fuori”. L’incontro è organizzato dai ragazzi di “Cuariegh on the road” e da “Sentiero Facile”, associazione di promozione sociale legata al Centro di salute mentale di Reggio Emilia.
Alle 17 verrà presentato il documentario dal titolo “Legge Basaglia – 40 anni di innovazione” con dibattito sul tema. È stato realizzato da Marco Foderaro e prodotto da “Sentiero Facile”; nasce da un’idea degli operatori del Centro di salute mentale.
lE RIPRESE
Le riprese, iniziate a febbraio dell’anno scorso, hanno coinvolto chi ha vissuto proprio negli anni della legge Basaglia, ma anche alcuni degli ospiti odierni. A raccontare le proprie testimonianze sono stati gli infermieri Roberto Battistessa e Lauro Diacci, le psicologhe Tina Romano e Yvonne Bonner, lo psichiatra Luigi Tagliabue, Maria Alberici, assistente sociale, l’allora sindaco Giacomo Notari e Luciano Bertazzoni, uno dei pazienti.
Altre interviste poi sono state fatte ai gruppi scout Reggio Emilia 1 e 4 Cngei, alle volontarie del servizio civile Francesca Rossi, Sara Barbieri e Karmen Montanaro. A porre le domande, gli stessi pazienti del centro che lavorano per Radio Tab, la radio del Centro: Davide Ricchetti, Giuliano Iembo, Davide Giorgi, Stefano Incerti e Alessandro Bassi. Il documentario ripercorre la storia prima e dopo la legge Basaglia in ordine cronologico.
Nel bel mezzo del film c’è un breve intermezzo, ambientato proprio nel 1978, quando la legge è entrata in vigore: le immagini, girate nell’ex manicomio San Lazzaro con alcuni dei pazienti del Centro salute mentale, passano dal bianco e nero al colore, a simboleggiare il grande cambiamento avvenuto.
«Prima della legge Basaglia – spiega Foderaro – queste persone erano degli emarginati. Venivano trattati come animali, senza nessun riguardo».
Questa era infatti la situazione in tutta Italia, prima della chiusura dei manicomi. «C’era talmente tanto dolore nelle loro parole che io stesso ho avuto difficoltà, soprattutto durante il montaggio», racconta il regista. Poi, dal 1978, è cambiato tutto: «È impressionante come le cose siano mutate, c’è stata un’evoluzione incredibile. I pazienti, finalmente, venivano trattati come persone».
L’evento è a ingresso libero; dalle 19.30 ci sarà l’aperitivo con il dj set a cura di Radio Tab. Info: 348 1499356, mail: circolokessel@gmail.com. —
Linda Magnoni
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