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«Così facilitano la vita al Fisco ma l’hanno complicata a noi»

Am.P.
«Così facilitano la vita al Fisco ma l’hanno complicata a noi»

Un artigiano che commercializza dolciumi rifornendo bar e tabaccherie si dice costretto ad aumentare i prezzi per rientrare delle spese 

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LA TESTIMONIANZA

«La fatturazione elettronica facilita la vita all’Agenzia delle Entrate e la complica a noi. Purtroppo la medicina la paga il malato: saremo costretti a ritoccare il listino, i prodotti aumenteranno e i consumi diminuiranno».

È lapidario Paolo Pastori, 48 anni, titolare della Pg Dolciumi Snc di Sant’Ilario, una ditta storica a conduzione familiare che commercializza dolciumi rifornendo bar e tabaccherie. Anzitutto, secondo il titolare, «è subito partito il business della fatturazione. Ho dovuto cambiare il sistema gestionale: ora il nuovo programma non lo puoi più comprare, puoi solo noleggiarlo a un prezzo fisso di 31 centesimi a fattura. In teoria la procedura si può fare gratis collegandosi al sito dell’Agenzia, ma in pratica è lungo e complicato: improponibile per chi, come me, emette in un mese 525 fatture, circa 5mila l’anno. Tutto questo mi costa tremila euro: è un bel costo, che va a incidere sul prodotto. Non abbiamo ancora alzato i prezzi ma a breve dovremo farlo, per rientrare».

Inoltre «avevano detto che il cartaceo sarebbe sparito, invece sparisce solo la registrazione cartacea, ma io al momento della consegna della merce devo sempre allegare un foglio o un ddt (documento di trasporto); così l’elettronico si somma al cartaceo».

Senza contare l’impegno in termini di tempo. «Una ditta del mio settore ha dovuto assumere un dipendente dedicato. Io non posso permettermelo e devo farlo nei ritagli di tempo, allungando la mia giornata in giro per consegne».

Una rivoluzione che ha trovato impreparato il settore. «C’è tanta confusione sull’interpretazione della legge anche tra i professionisti. La mia commercialista ha detto che, siccome le fatture arrivano a me, devo creare un file zippato per inserire ogni fattura d’acquisto e di vendita per poi inviarle a lei. Risultato: anche questo ricade su di me».

Tra baristi e tabaccai non va meglio. «Ad esempio l’altra mattina sono andato da un cliente che non si è ancora attrezzato: non ha il codice univoco. Ho dovuto dirgli che se non me lo fornisce entro una settimana sarò costretto a emettere la fattura riepilogativa di un mese e lui se la dovrà cercare sul web. Follia». —

Am.P.

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