«Mafie, Aemilia non ha scritto la parola fine»
L’appello del movimento Agende Rosse dopo le estorsioni alle pizzerie: «Preoccupati per quanto avvenuto in questi giorni»
REGGIO EMILIA. «Non possiamo dimenticare le dichiarazioni spontanee del pentito Valerio rilasciate il 16 ottobre scorso presso l’aula bunker, dove affermava che la nostra città e la nostra provincia sono sotto un assedio ‘ndranghetistico senza precedenti. Questo deve farci comprendere come cittadini che il problema non va sottostimato e che la chiusura del processo non mette la parola “fine” ad una storia ma costituisce un punto di partenza da cui iniziare a reagire con consapevolezza e determinazione». È l’appello del Movimento Agende Rosse Rita Atria, alla luce dei recenti fatti di cronaca che si sono verificati a Reggio Emilia e nel resto della provincia. Dalle intimidazioni a scopo estorsivo nei confronti delle quattro pizzerie – la Perla di Cadelbosco e il Piedigrotta 3 di Reggio, dove sono stati sparati dei colpi di pistola preceduti da bigliettini con richieste di soldi, recapitati anche al Piedigrotta 2 e al Paprika – fino all’escalation di incendi di natura dolosa, fra Cadè e Cadelbosco, che nell’arco di una decina di giorni hanno preso di mira auto e furgoni.
Per quanto riguarda le intimidazioni alle pizzerie, accusati di essere gli autori degli spari e delle tentate estorsioni sono i tre fratelli Amato, vale a dire Cosimo, Mario e Michele, figli di Francesco Amato, condannato in Aemilia. Due dei tre fratelli, ovvero Mario e Michele, durante l’udienza di convalida dei fermi avevano parlato di un alibi, sostenendo di essere giunti a Reggio Emilia da Rosarno, in Calabria, circa dieci giorni dopo l’inizio delle estorsioni. Il fermo non è stato convalidato e non è stata contestata l’aggravate mafiosa, ma nei confronti dei tre fratelli è stata disposta però la misura cautelare in carcere.
«Come gruppo Agende Rosse e come cittadini, esprimiamo la nostra forte preoccupazione per ciò che è accaduto in questi ultimi giorni nella città di Reggio Emilia e a Cadelbosco Sopra – affermano dal movimento antimafia – L’impegno del gruppo Agende Rosse di Reggio Emilia in questo ultimo anno ha avuto come obiettivo quello di fare uscire il processo Aemilia dall’aula del tribunale per portarlo tra la gente attraverso incontri di informazione rivolti alla cittadinanza, con l’obiettivo di creare una consapevolezza diffusa del fenomeno mafioso sul territorio reggiano». Infine un ringraziamento alle forze dell’ordine, alla magistratura e alle istituzioni «per il lavoro straordinario che stanno svolgendo. Ringraziamo anche tutte le organizzazioni impegnate sul fronte dell’antimafia che stanno rendendo un servizio importante e fondamentale alla nostra comunità». —
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