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Scivola a causa del ghiaccio, grave una donna di 43 anni

Scivola a causa del ghiaccio, grave una donna di 43 anni

Numerose cadute su tutto il crinale regionale tengono impegnato elipavullo. Per una donna colpita da malore al Battisti soccorritori in marcia per 9 ore

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VENTASSO. È stata un giornata molto impegnativa sull’intero crinale dell’appennino tosco-emiliano per gli uomini del Soccorso alpino, impegnati in diverse operazioni di soccorso a persone in difficoltà quella di domenica 18 febbraio.

MONTE ACUTO

Nel Reggiano, l’episodio più grave coinvolge una donna di 43 anni protagonista di una rovinosa caduta nella zona di Monte Acuto, sul sentiero Cai 00, ieri verso le 13. L’escursionista a causa del ghiaccio è scivolata ed è caduta per 150 metri.

Sono stati i compagni di escursione a chiedere aiuto. In azione si sono subito messi gli uomini del Soccorso alpino. A causa di altri interventi di soccorso che avvenivano negli stessi momenti nel Bolognese, elipavullo - l’unico velivolo in Emilia Romagna dotato di verricello - era impegnato così è stato fatto intervenire l’elicottero di Verona.

Una volta stabilizzata è stata caricata e trasferita al Maggiore di Parma. Le sue condizioni sono serie: ha riportato un importante trauma cranico. Ed è questo a preoccupare maggiormente.

RIO PASCOLO

Meno grave, per fortuna, la caduta rimediata da un’altra escursionista sul Rio Pascolo, sempre a causa del ghiaccio che ieri ha creato un percorso “minato” per i tanti escursionisti richiamati dal sole a passeggiare nei suggestivi scenari che è in grado di regalare il Crinale in questo periodo.

Anche in questo caso, con elipavullo ancora impegnato su altri interventi di soccorso, è stato chiesto l’intervento oltre che del Soccorso alpino anche dell’elicottero di Massa che ha trasferito la donna all’ospedale di Parma. Non è grave.

AL RIFUGIO BATTISTI

Ha invece tenuti impegnati gli uomini del Soccorso alpino per 9 ore il soccorso a una donna di 38 anni di Sant’Ilairo che era ospite del Rifugio Battisti.

È stata colta da un malore, che richiedeva il suo trasferimento per essere curata. La mancanza di velivoli e l’impossibilità di avvicinarsi con mezzi a motore a causa della neve, ha richiesto che una squadra di 12 tecnici del Soccorso alpino, con il capo della stazione Monte Cusna Luca Pezzi, con medico e infermieri si mettesse in marcia per raggiungerla. Arrivati faticosamente al rifugio, dopo un percorso lastricato di ghiaccio e neve, la paziente è stata visitata, le sono state fornite le prime cure sanitarie ed è stata stabilizzata con le flebo. Quindi, è stata caricata sulla barella “Scoop” (a cucchiaio) ed è stata trasportata faticosamente per 12 chilometri fino alla Presa Alta, a Ligonchio, dove ad attenderla c’era l’ambulanza che quindi l’ha trasferita all’ospedale di Castelnovo Monti. —

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