Ferrarini entra nell’orbita del Gruppo Pini Vismara sarà invece ceduta ad Amadori
Ufficializzata ai sindacati la proposta che verrà presentata al tribunale. Venerdì a Rivaltella l’assemblea dei lavoratori
REGGIO EMILIA. Il Gruppo Pini, leader nella produzione di bresaole, pronto ad entrare con una quota di maggioranza nella Ferrarini Spa. E il Gruppo Amadori, leader nel settore pollami, pronto ad acquisire il 100% della controllata Vismara. È questo l’esito dell’incontro che si è svolto ieri mattina a Rivaltella, dove Lisa Ferrarini e la dirigenza dell’azienda hanno illustrato ai sindacati di categoria nazionali e locali di Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil la proposta di concordato destinata ad essere presentata entro lunedì in Tribunale, termine slittato di qualche giorno per motivi tecnici rispetto alla data iniziale, prevista invece per oggi. All’incontro erano presenti anche i commissari Bruno Bartoli per la Ferrarini Spa e Franco Cadoppi per Vismara, oltre ai delegati degli stabilimenti di Reggio Emilia, Parma e Casatenovo (Lecco) e ai rappresentanti delle rispettive associazioni industriali.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.30025973:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2019/02/19/news/ferrarini-entra-il-gruppo-pini-un-investimento-strategico-e-di-lungo-periodo-1.30025973]]
LA RIUNIONE A RIVALTELLA.
Un vertice iniziato intorno alle 10 del mattino e durato circa tre ore, durante il quale sono state di fatto confermate le indiscrezioni uscite già nei giorni scorsi – peraltro mai smentite – sul forte interessamento dei due gruppi agroalimentari, le cui offerte sono state dunque ufficializzate. Nella compagine societaria della Ferrarini Spa dovrebbe entrare in campo con una quota di maggioranza il Gruppo Pini, nato nel 1982 come Bresaole Pini, società fondata da Piero Pini, che si specializza nella produzione e nella commercializzazione di bresaole (sia di carne bovina, che di carne equina). La sede è in Valtellina (provincia di Sondrio). Negli anni si arriva a un fatturato di 80 milioni di euro. Nel 1994 la famiglia Pini, allarga il business alla macellazione e lavorazione di carne suina, e investe rilevanti risorse finanziarie in Ungheria, fondando Hungary Meat Kft. Nel 2010, viene dato corso a un ulteriore investimento: in Polonia la Pini Polonia Sp.Zoo. realizza un nuovo stabilimento produttivo sempre per la macellazione e trasformazione di carni suine. Il fatturato del gruppo arriva a 600 milioni di euro. Nel luglio 2018 il Gruppo Pini ha avviato un nuovo investimento, in Spagna: attraverso Litera Meat Sl è in corso di costruzione uno stabilimento produttivo per la lavorazione di carne suina che avvierà l'attività produttiva nel prossimo mese di marzo; attraverso questo investimento, il Gruppo Pini diventerà tra i leader europei del settore. In Italia, il gruppo opera nella macellazione di suini attraverso due società: Pini Italia con sede in Castelverde (Cremona) e Ghinzelli con sede in Viadana (Mantova).
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.17770285:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2019/02/19/news/cgil-cisl-e-uil-chiedono-di-incontrare-presto-i-nuovi-imprenditori-1.17770285]]
IL NUOVO ASSETTO.
Un nuovo assetto societario in cui la Ferrarini diventerebbe socio di minoranza. Durante l’incontro, non sono stati diffusi né i termini né le quote oggetto dell’operazione, ma i sindacati sono stati rassicurati sul fronte occupazionale, con il mantenimento degli attuali livelli e degli storici marchi aziendali. Agli stessi sindacati è stato inoltre annunciata la realizzazione a Reggio di un nuovo stabilimento, anche in questo caso senza entrare ulteriormente nei dettagli. Resta da capire il ruolo che, nel nuovo assetto societario, sarà rivestito da Lisa Ferrarini e dagli altri membri della famiglia, che dovrebbero in ogni caso restare nella compagine azionaria. Contattata telefonicamente, Lisa Ferrarini ha preferito non rilasciare dichiarazioni.
Per quanto riguarda invece la Vismara, in campo c’è il Gruppo Amadori, che già nelle scorse settimane non ha fatto mistero dell’interessamento: fondato nel 1969 e specializzato nel settore avicolo (dove ha una quota di mercato intorno al 30% sul totale carni avicole in Italia), conta sul lavoro di oltre 7.600 dipendenti che operano in 6 mangimifici, 7 incubatoi, oltre 800 allevamenti, 6 stabilimenti di trasformazione alimentare, 3 piattaforme logistiche e 19 centri di distribuzione. In questo caso il passaggio di consegne riguarda il 100% delle quote societarie.
LE TAPPE DELLA PROCEDURA.
Un incontro, quello di ieri, cui seguirà entro lunedì il deposito della proposta in Tribunale, con la speranza di un rapido via libera. Già venerdì prossimo è invece in programma a Rivaltella un’assemblea sindacale nella quale sarà illustrato ai lavoratori quanto emerso durante l’incontro. Una volta ottenuto l’eventuale e atteso via libera del tribunale, dai sindacati attendono il più presto possibile anche un incontro con il Gruppo Pini. I tempi tecnici per il completamento definitivo della procedura, tuttavia, potrebbero non essere brevissimi: dopo la presentazione della proposta, scatta infatti la fase di verifica di legittimità da parte del tribunale, cui seguono le relazioni dei commissari e la fissazione di una data per sottoporre il piano al voto dei creditori. In caso di via libera senza intoppi, infine, per la procedura si aprirebbe la fase dell’omologa. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
