I tre pakistani negano in aula le violenze a mogli e figli
BASSA REGGIANA. Hanno negato su tutta la linea – ieri pomeriggio in tribunale a Reggio – i tre pakistani arrestati al culmine dell’inchiesta dei carabinieri coordinata dal pm Maria Rita Pantani. Sono comparsi davanti al gip Luca Ramponi per l’interrogatorio di garanzia. Tutelati dagli avvocati Giuseppe Silipo e Tatiana Vivino, i tre arrestati (due fratelli e un cugino) hanno dato la loro versione dei fatti.
Il 47enne che ha chiesto che le donne venissero portate in aula per vedere se effettivamente li accusano. Respinta l’accusa di maltrattamenti: specificano che i toni alti di voce sono normali per loro e non vuol dire che stanno litigando, aggiungendo che non toccherebbero mai le donne e i bimbi (sono una decina ora dislocati con le madri in luoghi protetti). Il 36enne nega la violenza sessuale. I difensori hanno chiesto gli arresti domiciliari a casa di un fratello o in quella familiare ora disabitata. Richieste a cui il pm si è opposto. Nelle prossime ore arriverà la decisione del giudice. —
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