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Prima gli spari, poi gli incendi notturni episodi che preoccupano Cadelbosco

El.Pe.
Prima gli spari, poi gli incendi notturni episodi che preoccupano Cadelbosco

L’ultimo rogo lo scorso fine settimana. Per gli investigatori sono fatti scollegati, ma la comunità ora si interroga 

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CADELBOSCO SOPRA. Per gli investigatori, fino a prova contraria, si tratta di episodi diversi e scollegati tra loro. Ma gli incendi di natura dolosa che nelle ultime settimane hanno interessato il territorio di Cadelbosco, nel Reggiano, teatro non molto tempo fa dei roghi finiti al centro della più grande inchiesta di mafia in terra emiliana, non possono non sollevare interrogativi. Quantomeno perché occorre chiedersi se sta succedendo qualcosa.

L’ultimo, in ordine di tempo, è il rogo avvenuto nella notte tra sabato e domenica in via Dossetti, periferia Nord del paese. Qui un furgone di marca Renault telonato, di proprietà di un 40enne reggiano che fa il corriere, è stato avvolto dalle fiamme nella parte laterale. I danni, grazie al tempestivo intervento dei vigili del fuoco, sono stati limitati.

Una settimana prima, ancora un rogo doloso, ancora a Cadelbosco Sopra.

Era la sera di domenica 10 febbraio quando le fiamme hanno avvolto un altro furgone, stavolta in via Don Pellegrino D’Oglio, a Sud di Cadelbosco Sopra, non lontano dall’azienda Fertec.

È qui che da molto tempo era parcheggiato in completo stato di abbandono un furgone, risultato poi essere intestato a una cittadina di nazionalità rumena residente a Bologna. Tracce di accelerante trovate sul posto lasciano pochi dubbi sulla natura dolosa del rogo.

Dieci giorni prima, l’episodio più inquietante, fuori dai confini cadelboschesi, ma di poco: è il 2 febbraio quando tre vetture parcheggiate nel parcheggio davanti ad alcuni condomini in via Vanvitelli, a Cadé (Reggio Emilia), vengono date alle fiamme. L’incendio divampa la sera prima del ritorno in città – per la consegna della cittadinanza onoraria – di Antonella De Miro, prefetto di Reggio Emilia ai tempi dei vecchi roghi: quelli accertati di natura dolosa e legati alla criminalità organizzata.

Il 10 dicembre scorso, ancora un incendio doloso: stavolta brucia una vettura risultata rubata nel Pisano. Siamo in via Cella all’Oldo, ancora nel territorio di Cadelbosco Sopra. È la vettura utilizzata per compiere qualche reato che viene bruciata per cancellare ogni traccia?

È questa la prima ipotesi che viene ventilata per spiegare l’incendio che distrugge un’Audi S3.

In mezzo a tutti questi episodi ancora da chiarire, ci sono anche gli spari alle vetrine di due pizzerie: “La Perla”, nel cuore di Cadelbosco Sopra, e “Piedigrotta 3”, in via Emilia Ospizio a Reggio Emilia. Un gesto chiaramente intimidatoro, che è stato accompagnato anche da “pizzini” – inviati anche ad altre due pizzerie di Reggio Emilia – in cui si chiedono soldi.

Per questo, al momento, sono indagati (e ristretti su disposizione del giudice per le indagini preliminari) i tre fratelli Cosimo, Mario e Michele, figli di Francesco Amato, condannato in Aemilia.

Intanto, la comunità di Cadelbosco Sopra, di fronte a questa sequenza di eventi, si preoccupa e si interroga. In attesa di risposte che chiariscano se sta accadendo qualcosa, la tensione sale. —

El.Pe.

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