Reggio Emilia, cambia l’accoglienza dei migranti: meno soldi e niente corsi di italiano
Pubblicato in settimana il nuovo bando per la gestione dei richiedenti asilo sulle norme disposte dal decreto sicurezza. Entro giugno cambiano le regole
REGGIO EMILIA. Si cambia, anche in provincia di Reggio Emilia. Non immediatamente – occorreranno diversi mesi perché si concludano le procedure burocratiche – ma entro l’estate gli effetti del Decreto sicurezza sulla gestione dei migranti si vedranno anche nel nostro territorio.
E se per chi ha già ottenuto un titolo di soggiorno per rimanere in Italia cambierà poco o nulla, i cambiamenti si vedranno soprattutto per gli stranieri in attesa di un giudizio da parte delle commissioni territoriali. Due in sintesi le novità principali: la cancellazione dei corsi di lingua italiana e delle attività di integrazione e, di conseguenza, meno fondi destinati ai futuri gestori dell’accoglienza.
La situazione è stata illustrata ieri ai sindaci della provincia dal prefetto Maria Grazia Forte, incaricata di attuare e redigere un nuovo bando che rispecchi le caratteristiche imposte dal ministero dell’Interno. «Siamo ancora in una fase transitoria – ha spiegato ieri il prefetto – per ora resta tutto così com’è ma a breve, direi entro la settimana, pubblicheremo il nuovo accordo quadro della gestione dell’accoglienza. Le strutture individuali per ospitare i migranti sono già presenti sul territorio ma bisognerà bandire i posti secondo una scelta, condivisa dai sindaci, di accoglienza diffusa».
Che, tradotto, vuol dire che ogni Comune dovrà fare la sua parte. Attualmente gli stranieri in carico alle due cordate di cooperative sono circa 1.500 in tutta la provincia ma il nuovo bando prevederà posti per circa 1.600 persone. Una scelta necessaria non perché si prevedano nuovi arrivi ma perché, in caso di emergenze, è necessario disporre già degli alloggi necessari.
«Il bando precedente decadrà – prosegue la Forte – e al massimo a giugno verrà definito il nuovo accordo quadro di durata biennale, tramite contratti annuali. Ai richiedenti asilo verranno garantiti il vitto, l’alloggio, le spese per l’igiene e l’assistenza alla persona, le spese sanitaria e il pocket money. Le attività di integrazione e i corsi di lingua italiana saranno previste invece per chi ha già un permesso di protezione internazionale».
Non cambierà nulla, invece, per i minori stranieri non accompagnati e per le persone che sono già inserite all’interno dei percorsi previsti dagli Sprar, che andranno a naturale conclusione senza però rinnovarsi.
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