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Truffa dei diamanti, maxi-sequestro da 700 milioni anche a cinque banche: fra le vittime Vasco Rossi

Truffa dei diamanti, maxi-sequestro da 700 milioni anche a cinque banche: fra le vittime Vasco Rossi

Il rocker aveva investito circa 2,5 milioni di euro. Ma sono numerosi gli esponenti del mondo dello spettacolo cadute nel raggiro. Sequestri anche all'Idb, presieduta fino a un circa un anno fa dal reggiano Giacobazzi, trovato senza vita in una stanza di albergo a Reggio Emilia

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REGGIO EMILIA. Un sequestro preventivo di oltre 700 milioni, una settantina di indagati, fra le quali anche cinque banche e due società per le ipotesi di reato di truffa aggravata e autoriciclaggio. Fra le società coinvolte, la Diamond Private Investment spa (DPI) e la Intermarket Diamond Business spa (IDB). Quest'ultima - dichiarata fallita - era presieduta fino circa a un anno fa dal 65enne vezzanese Claudio Giacobazzi, conosciuto come il re dei diamanti, morto suicida nel maggio scorso, trovato senza vita a Reggio Emilia nella stanza di un albergo.

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E' quanto emerge dall'inchiesta della procura di Milano sulla maxi truffa dei diamanti, che ieri ha portato la guardia di finanza ad eseguire un sequestro preventivo di oltre 700 milioni di euro, anche a carico di Banco Bpm, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mps e Banca Aletti. Il dg di Banco Bpm, Maurizio Faroni, è accusato di concorso in truffa, autoriciclaggio e ostacolo all'esercizio delle funzioni di vigilanza.


Fra le vittime della truffa, anche Vasco Rossi e diversi personaggi del mondo dello spettacolo. In particolare, il cantante avrebbe investito in diamanti 2,5 milioni di euro. Nell'elenco dei clienti raggirati figurerebbe anche l'industriale Diana Bracco, la conduttrice tv Federica Panicucci e la ex showgirl Simona Tagli. In particolare, Simona Tagli avrebbe fatto un investimento da circa 29mila euro e Federica Panicucci da circa 54mila euro.

Ma gli investigatori hanno ricostruito le posizioni di circa un centinaio di persone truffate. E i raggiri sarebbero stati compiuti nei confronti di numerosi altri soggetti.

Il decreto di sequestro preventivo, firmato dal gip di Milano Natalia Imarisio, è stato eseguito dal Nucleo di Polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Milano nell'ambito di un'inchiesta aperta da tempo e che riguarda fatti tra il 2012 e il 2016, nella quale si ipotizza il reato di truffa ai danni dei risparmiatori attraverso la vendita di diamanti.

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Le cinque banche sono indagate per la legge 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti. Le società coinvolte, ovvero Idb e Dpi, vendevano i diamanti come forma di investimento a prezzi che per gli inquirenti erano "gonfiati", rendendo di fatto illiquido un investimento presentato, invece, come di facile liquidazione.

Le banche, secondo quanto appreso, sono coinvolte in quanto hanno venduto dai loro sportelli questi prodotti di investimento, anche se non erano loro ma di altre società. Inoltre, attraverso la loro intermediazione avrebbero contribuito a dare credibilità a questa forma di investimento.

L'inchiesta è condotta dal procuratore aggiunto Riccardo Targetti di Milano e dal pm Grazia Colacicco.

Il sequestro è stato eseguito a carico di 7 persone indagate e di 7 enti indagati, ossia le 5 banche e le due società.

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Nell'inchiesta, che vede quasi una settantina di indagati in totale, è contestato anche il reato di corruzione tra privati.  Secondo l'accusa, le due società avrebbero fatto comprare diamanti a investitori e risparmiatori gonfiando ai loro occhi il valore dei preziosi, attraverso anche false quotazioni sui giornali, e le banche indagate sarebbero state consapevoli del meccanismo.

Per gli inquirenti gli istituti di credito avrebbero avuto un ruolo fondamentale di intermediazione tra le società e i clienti. In totale gli investigatori hanno ricostruito le posizioni di un centinaio di clienti truffati. In particolare, il sequestro per l'ipotesi di truffa è di 149 milioni nei confronti di IDB, di 165 milioni a carico di DPI, di 83,8 milioni a carico di Banco Bpm e di Banca Aletti, di 32 milioni nei confronti di Unicredit, di 11 milioni a carico di Intesa Sanpaolo e di 35,5 milioni a carico di Mps. Per l'ipotesi di autoriciclaggio il sequestro è da 179 milioni per IDB e di 88 milioni per DPI.

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Uno scandalo emerso anche grazie ad un'inchiesta televisiva di Report. E sul caso erano poi intervenute anche l’Antitrust e la Consob. A Reggio Emilia sono circa 600 i reggiani sono incappati nella disavventura dell’acquisto di pietre preziose e diamanti attraverso la Idb (Intermarket diamond business).

Un’operazione avvenuta in particolare attraverso i tre istituti di credito Banca Popolare di Milano, Unicredit e Montepaschi Siena, per un valore complessivo che si aggira sui 15 milioni. Per quanti hanno operato con Unicredit l’iter è pressoché definito mentre da Montepaschi sono già arrivate indicazioni di una prossima risoluzione.

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