I detenuti restaurano l’aula bunker del Dozza
REGGIO EMILIA. Saranno i detenuti – beninteso coloro che hanno il permesso di lavorare – a realizzare i lavori indispensabili per l’adeguamento dell’aula bunker del carcere di Bologna, ex Dozza, dove entro ottobre prossimo si celebrerà il processo di Appello contro gli imputati di Aemilia affiliati alla cosca Grande Aracri e giudicati in primo grado a Reggio, con sentenza letta il 31 ottobre scorso.
Il protocollo ufficiale è stato siglato ieri al ministero della Giustizia dal capo del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi Barbara Fabbrini e dal capo del Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria dell’Emilia-Romagna e Marche Francesco Basentini.
L’accordo prevede nello specifico che il Prap assumerà le funzioni di stazione appaltante, curerà l’intera gestione delle opere – dalla progettazione e affidamento fino al collaudo – e attiverà le procedure di gara.
Dal canto suo la Direzione generale delle risorse materiali e delle tecnologie del ministero della Giustizia provvederà ad assicurare i fondi necessari alla realizzazione delle opere.
La cifra non è stata quantificata, ma il procuratore generale Ignazio De Francisci – che aveva espresso la sua preferenza per il riutilizzo dell’aula bunker nostrana – in precedenza aveva stimato a spanne una cifra intorno ai 300mila euro.
Non è stata fornita tempistica certa, ma occorrerà fare in fretta: l’aula bunker, in disuso da tempo, risale al 1986 e occorrerà un restyling complessivo per renderla usufruibile a 500 persone (tanto è stato il pubblico in primo grado) tra detenuti, parenti, avvocati e giornalisti. —
Am.P.
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