La Lega scarica subito Catti Lui: «Perché io non mi svendo»
Il Carroccio annuncia la corsa con FI e FdI e molla il suo candidato sindaco La replica in un videomessaggio: «L’unica condizione per noi era andare soli»
Fabio Catti non è più il candidato sindaco della Lega. La sua “avventura” con il Carroccio, verso le elezioni del 26 maggio, è durata quattro giorni. O giù di lì, da quando era stata ufficializzata.
A dirlo è stato un comunicato congiunto degli esponenti, provinciali e regionali, di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia arrivato nelle redazioni ieri alle 11.46: «La Lega, d’intesa con FI e FdI, sta valutando alcuni validi candidati, sia di estrazione politica che civica, per offrire una alternativa credibile e concreta a un Pd che ormai non è più in grado di offrire candidati e progettualità capaci di vedere oltre il semplice mantenimento dello stato attuale delle cose». Per capire cosa stesse succedendo è stato necessario interpellare il segretario di Lega Emilia, l’onorevole Gianluca Vinci.
«Catti non è più il nostro candidato – ha confermato Vinci –. Da sei mesi stiamo lavorando nei principali Comuni per correre insieme a Forza Italia e FdI. Abbiamo trovato l’accordo da tempo su Reggio Emilia, Castelnovo Monti, Correggio, Guastalla. Rimaneva Scandiano, per mille vicissitudini nostre e degli altri. Nei giorni scorsi, è uscita la “boutade” di Catti, un imprenditore che si voleva candidare con noi. Dopo questo slancio in avanti, sono ricominciate le trattative con gli altri partiti di centrodestra e siamo arrivato all’accordo». Ma senza Catti.
A pesare sono state anche le sue dichiarazioni soltanto di ieri l’altro su Facebook – il canale che, con una pagina ad hoc, ha scelto per comunicare ai cittadini – in cui, rispetto all’apertura in lista a espressione degli altri partiti di centrodestra (come invece dichiarato da Vinci), l’imprenditore si era detto contrario. «Nessun uomo politico entrerà nella mia lista civica. Non perché abbia qualcosa con quelli del centrodestra, ma chi ha rappresentano localmente il centrodestra negli ultimi anni penso ne abbia più che profondamente minato la credibilità. In fase di accordi, eravamo stati molti chiari: io ci metto la faccia, però a Scandiano ci pensa Scandiano», ha dichiarato in un video. Parlando anche di pulizia e onestà della lista.
Parole alle quali è seguita, di fatto, la sua siluramento.
Fabio Catti ha commentato quanto accaduto in un lungo video – 22 minuti – pubblicato ieri sera ancora sulla sua pagina Facebook, da cui sono spariti i simboli.
Parla da dentro il suo camion, Catti. E racconta come sono andate le cose, da quando il segretario locale della Lega gli ha chiesto di candidarsi a quando ha pubblicato il primo video in cui ufficializzava la sua discesa in campo.
«È la fine della campagna elettorale più breve della storia d’Italia – prova a scherzare –. L’unica condizione che avevamo posto, quella di correre da soli e che era stata accettata, è quella che ha distrutto quella che poteva essere la vera proposta di cambiamento per Scandiano». Catti racconta che da principio e nelle fasi preliminari dalla Lega aveva avuto l’ok a tutto, anche a scegliere tre nomi per la giunta (ne fa due, Fabio Pederzoli e Marco Montipò). Poi però era arrivata la richiesta di far entrare in lista civica esponenti di FdI e FI. Chiama «giusto purgatorio» la loro esclusione. Ma Catti ha deciso di non cedere: «Non avevo intenzione di essere il pagliaccetto agli ordini degli altri. Sono fiero di non essermi piegato, non mi sono svenduto». E rincara: «Salta tutto per il volere di una persona che pensa di poter mettere parola su tutto». Infine saluta Salvini: lo chiama “capitano”. —
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