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La melodia è nata qui Dobbiamo tutelare le nostre eccellenze

La melodia è nata qui Dobbiamo tutelare le nostre eccellenze

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«Per capire che questa proposta è giusta basta guardare cosa succede negli altri Paesi. Prendiamo il Brasile, dove spesso vado in tournée, lì in febbraio non puoi andare a suonare, perché è il mese dedicato ai musicisti brasiliani. In Francia idem, hanno regole per tutelare la loro musica. Non dico che ci debba essere chiusura totale, per carità, ma che certe radio trasmettano il 90 % di musica straniera è ridicolo. E poi mi fa arrabbiare il fatto che noi italiani non amiamo la nostra musica, le nostre radici... c’è una ventata pericolosa che rischia davvero di distruggere la melodia italiana, fa venire la pelle d’oca. Io faccio musica melodica, ma anche jazz, blues, e all’estero sono osannata perché canto le canzoni italiane. La melodia è nata qui, come si fa a non capire? Potrei parlare allo stesso modo dei nostri prodotti alimentari: il Parmigiano Reggiano, i nostri vini... sono eccellenze proprio come la nostra musica. E voglio dare un consiglio ai giovani: va bene il rap, se fatto bene è anche gradevole, ma se viene trascurata la melodia tra vent’anni di queste canzoni non si sentirà più nemmeno l’odore. E mi dispiace, ma non destinerei il 10% della programmazione ai giovani: le radio devono poter scegliere tra le canzoni italiane. L’importante è non trasmettere il 90% di musica straniera, perché allora aboliamo anche l’operistica: via Verdi, via Puccini!». —

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