Limitare la libertà è pericoloso e avvilente Serve più cultura
«Sinceramente quando ho sentito questa proposta sono rimasto allibito, chi osanna Salvini continuerà a farlo, ma questa idea è avvilente dal punto di vista della libertà di informazione, di gusto: vincola chi sceglie la musica, e anche chi ascolta. Le radio hanno il potere di scegliere chi mettere e chi non mettere, è vero, ma così si arriva a controllare la diffusione degli artisti... Non dico che le radio siano sane, ma rispondono a regole private e non imposte dallo Stato. È comunque una libertà, nonostante le “spinte”, le lobby in azione. Ovviamente ritengo che si debba valorizzare la musica italiana, sopratutto quella dei giovani artisti che cercano di vivere di musica, ma Salvini è uno che calcola benissimo i tipi di reazione, lui fa e dice cose perché si parli di lui. Spero siano solo parole, che questa proposta non diventi legge». In partenza con i suoi “Rhapsody Of Fire”, con cui girerà l’Europa nel prossimo mese, ribadisce: «Le radio sono solo l’apice della catena, ma tanto nessuno vuole mai andare al fondo delle questioni per risolvere veramente i problemi. E i problemi oggi sono tanti: le lobby del settore (ora che i dischi non vendono più, il potere ce lo ha chi controlla i live), ma c’è anche altro... se oggi nascesse un nuovo Battisti chi lo riconoscerebbe? Nessuno. È tutta una questione di cultura, e la cultura si fa a scuola: peccato che adesso non si faccia neanche più musica... Siamo ciechi e sordi, incapaci di capire un mondo che è fatto di diversità». —
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