Perché in radio non esistono programmi dedicati agli emergenti?
«Ma lo hanno proposto davvero? Sarebbe più opportuno che chi fa la programmazione delle radio desse più spazio agli emergenti, italiani o non italiani non mi interessa. Su quasi tutte le radio si ascolta la stessa playlist, c’è un appiattimento incredibile. Credo che il problema vero, da affrontare, sia che le radio non possono avere etichette discografiche contemporaneamente. Faccio un esempio: se io sono Radio Lo Coco e ho un’etichetta, ovviamente trasmetterò prima gli artisti che seguo io rispetto agli altri. Ma basta parlare sempre degli stranieri...».
Ma le radio sono poi così importanti per affermarsi? «I passaggi in radio sono importanti perché arrivi al grande pubblico, quindi non basta che la tua canzone venga trasmessa una volta sola... Come si arriva in radio? Gli uffici stampa presentano il tuo lavoro ai network, e questi decidono se passarti o no... C’è anche da dire che in questi ultimi anni, con il web, sono nati altri canali per farsi sentire e conoscere, ma il passaggio in radio resta il non plus ultra. Sarebbe bello avere programmi appositi in cui si parla solo di musica emergente. Basterebbe partire con un piccolo spazio, parlando solo di giovani, poi in base a come va si decide come procedere... Però non ha senso dire sì all’italiano e no all’inglese: io non ho mai scritto inediti in inglese, ma tanti giovani emergenti lo fanno... se un artista sente il bisogno di esprimersi in una lingua piuttosto che in un’altra sono scelte sue, o no?». —
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