Potrebbe essere utile per fare scoprire la musica indipendente
«Trasmettere una canzone italiana ogni tre? Interessante. Credo sia una possibilità per avere più visibilità, soprattutto nei grandi network che normalmente si dedicano alle produzioni internazionali. Al di là dei grandi artisti italiani che hanno spazio sui network e sulle radio minori, nei network l’accesso agli artisti minori è precluso. Questa legge potrebbe incentivare e quindi far conoscere la musica più nascosta, cantata in italiano o inglese non importa, ma di produzione italiana. In Giappone e in Francia la musica nazionale viene incentivata con una riduzione delle tasse, ad esempio, e agevolazioni varie. Insomma non è una idea nuova, ma per noi sì, quindi perché non provare? Certo che fa sorridere il fatto che ci voglia una legge per dare risalto alla musica più sotterranea, che spesso è quella di grande qualità. In un’era in cui internet fa da padrone, in questo oceano comunque ci si perde, questa legge dunque potrebbe favorire l’ascolto delle produzioni più piccole, che non hanno forza e non sono seguite da case discografiche major. I canali ufficiali di comunicazioni, radio o tv (penso ai talent) sono tutti delle case discografiche, c’è una sorta di lobby che fa sì che gran parte degli artisti rimanga fuori. Bisognerebbe che questa legge desse la possibilità a questi artisti di essere visibili, sopratutto quelli che fanno musica indipendente. Perché no?». —
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