Potrebbe stimolare la ricerca e la curiosità dei dj e dei conduttori
«Ho sensazioni molto contrastanti riguardo questa proposta» commenta Marco Ligabue, che in marzo inciderà un nuovo disco e a fine aprile partirà con un nuovo tour. «Da un lato ritengo che la musica debba girare libera, senza paletti né imposizioni. Dall’altro però, visto che le radio sono uno dei principali mezzi di diffusione, l’idea di portarle a guardare con più attenzione a cosa succede nel “sottobosco” mi piace. In Francia d’altra parte una scelta del genere è già stata fatta e ha portato grandi risultati. Diciamo che se questa proposta servisse per stimolare chi fa le programmazioni mi farebbe piacere. Perché ormai le radio passano per il 90% le canzoni che sono in testa alle classifiche, le playlist sono scelte in base a cosa “va” e non in base al gusto personale. Se l’obbligo di passare una canzone italiana ogni tre stimolasse la ricerca e la conoscenza dei dj e conduttori ne gioveremmo tutti. Questo è un periodo molto bello per la musica italiana, parlo di quella del “sottobosco” che, non avendo la possibilità di emergere in radio, è emersa su youtube, spotify, attraverso i concerti... Certo sarebbe una favola se si dovesse riservare il 10% della programmazione radiofonica agli emergenti, ma le radio sono enti commerciali che devono fare ascolti, non pensano a fare formazione e cultura, conta la pubblicità. Da ascoltatore e appassionato di musica non vedrei l’ora di seguire una radio che facesse ricerca, proponendomi spunti diversi». —
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