«Assieme a Ferri garantirò esperienza amministrativa»
Nasciuti, candidato sindaco della lista Pd: «Il 9 marzo ci presenteremo al Made Completeremo i vari circuiti ciclopedonali e valorizzeremo i nostri prodotti»
«Il nostro programma lo costruiremo insieme, lo scriveremo coinvolgendo tutte le persone interessate».
Dopo il terremoto che ha azzerato la lista civica appoggiata dalla Lega, ad oggi Matteo Nasciuti è l’unico candidato sindaco già sicuro per le prossime elezioni amministrative a Scandiano. L’attuale vicesindaco si presenterà, in coppia con Marco Ferri come vicesindaco designato, a capo del gruppo di centrosinistra che gravita attorno al Pd. E oggi non può che guardare a quanto sta accadendo sul fronte opposto: «Diciamo che noto una gestione padronale piuttosto spinta – commenta Matteo Nasciuti in merito alla candidatura di Fabio Catti durata solo quattro giorni e poi ritirata con un comunicato congiunto di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia –. Se fossi un elettore di centrodestra, sarei quantomeno perplesso per quello che sta accadendo».
C’è un intervento forte dall’esterno?
«Mi limito a osservare la dinamica dell’accaduto, i vari interventi sui social che hanno portato alla fine al cambio di decisione. Un atteggiamento padronale».
Non apprezza?
«Noi vogliamo scrivere il nostro programma insieme a tutte le persone interessate a partecipare al nostro cammino, a chi viene da esperienze diverse».
Ci sarà un’occasione per farlo?
«Sabato 9 marzo. Ci ritroveremo al Made, il centro giovani di Scandiano, per presentare la candidatura e le nostre idee, e iniziare a ragionare insieme sui vari argomenti da affrontare. E a raccogliere adesioni da chi vuol dare una mano, nella società civile, fra i giovani».
E dal punto di vista politico? Sta lavorando ad alleanze?
«Di sicuro la porta è sempre aperta a tutto il mondo che gravita nel centrosinistra. Vogliamo dialogare anche con chi si è trovato deluso dal Pd e da altre esperienze, per costruire un percorso condiviso. E stiamo ragionando anche su una serie di liste, anche civiche, legate alla nostra candidatura».
Lei si presenta in coppia con l’attuale assessore Marco Ferri. Come siete arrivati qui?
«Tutto il percorso è stato molto trasparente, con riunioni, discussioni, raccolta di disponibilità. Credo che la presenza mia e di Ferri sia anche garanzia di esperienza amministrativa, e questa candidatura è stata costruita con il dialogo aperto».
Parla di esperienza. Di questi suoi anni di mandato assieme al sindaco Mammi che cosa spicca?
«Anche nel momento più difficile di crisi economica, a Scandiano siamo riusciti sempre a tenere la testa ben fuori dall’acqua, lontana dalla soglia dell’emergenza, con tanta attenzione ai servizi sociali e alla tenuta. È chiaro che sono state fatte delle scelte, era inevitabile».
Problemi di fondi?
«Problemi di burocrazia. Nei primi sei anni almeno eravamo bloccati dal patto di stabilità: il nostro ente aveva le risorse a disposizione, ma non poteva usarle per i vincoli nazionali sul bilancio».
Le difficoltà economiche si sono sentite?
«Anche quelle, certo. Se parliamo di oneri di urbanizzazione, siamo passati dai circa tre milioni di euro del mandato Giovannetti (concluso nel 2009) a circa 600mila euro annui attuali. E oggi parliamo più che altro di riconversioni, non di nuove costruzioni».
Lei si è occupato di commercio, in questi mandati. Soddisfatto del lavoro?
«Penso che Scandiano abbia tenuto bene, le nostre due fiere, Santa Caterina e san Giuseppe, continuano ad andar bene, nonostante il periodo complesso. E anche il centro fieristico, a parte qualche singolo caso, tiene ed è solido, con buoni numeri».
In più, c’è “Festivalove”?
«Di quello siamo molto orgogliosi. In pochi anni siamo passati da una “notte bianca” ad un evento da decine di migliaia di persone riconosciuto a livello nazionale».
Questi sono passato e presente. Il futuro?
«Credo che una priorità sia senza dubbio quella dei trasporti sostenibili. Completeremo i vari circuiti ciclopedonali su tutto il territorio, terminando il lavoro già avviato. E vogliamo continuare a valorizzare i nostri prodotti – conclude Nasciuti – come fatto con la Compagnia della Spergola». —
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