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Le reazioni 

Confconsumatori: «Ora serve anche il risarcimento morale»

Diverse le associazioni  che intervengono sui recenti  sviluppi del caso-diamanti e Aduc invita le banche a stringere i tempi e pagare

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REGGIO EMILIA. «L’avevamo detto». Così Federpreziosi Confcommercio Imprese per l’Italia a seguito dei recenti sviluppi della vicenda sui così detti “diamanti da investimento”. «È una frase – sottolinea Federpreziosi – sempre spiacevole da dire e sgradevole da ascoltare. Stigmatizza generalmente eventi negativi che avrebbero potuto essere evitati. È stato necessario il pesante intervento da parte della guardia di finanza di Milano su mandato della Procura meneghina per dare finalmente il via a seri interventi nei confronti degli operatori e delle aziende coinvolti nella truffa dei diamanti da investimento, interventi che, siamo certi, porteranno in maniera definitiva e in tempi brevi a positive soluzioni per le migliaia di risparmiatori – tra cui anche nomi noti, che danno ancora maggiore risalto alla notizia – i quali, malgrado gli interventi delle associazioni e delle istituzioni preposte ai controlli, vedevano minacciata la possibilità di recuperare il denaro investito in diamanti agli sportelli bancari».

Di danno morale, oltre che patrimoniale, parla invece Confconsumatori: «Confconsumatori – si legge in una nota – assiste e tutela da mesi centinaia di persone in tutta Italia. Si tratta di piccoli risparmiatori, famiglie, pensionati, piccoli imprenditori che, fidandosi del bancario di turno, sono stati convinti a investire i propri risparmi, talvolta anche totalmente o comunque in misura rilevante, in diamanti. Investimenti che venivano ingannevolmente sbandierati come sicuri e addirittura facilmente smobilizzati. A questo punto, i consumatori-risparmiatori devono sapere che hanno diritto anche al risarcimento del danno morale, oltre a quello patrimoniale, essendo vittime inconsapevoli di reato».

Confconsumatori nei prossimi giorni si costituirà parte offesa insieme ai propri associati, depositando idoneo atto alla procura di Milano. Inoltre, l’associazione chiede – in attesa della fine indagini – che Bpm, unica banca che a oggi non ha risarcito per intero i propri clienti, si affretti a rimborsare il danno patrimoniale al 100% in favore delle vittime. «Viene da chiedersi – aggiunge l’associazione Aduc – se davvero le banche (e per esse ci riferiamo ad Unicredit, Banco Bpm e agli altri istituti che secondo anche la sanzione Agcm con il distinguo per la posizione di Ubi Banca e della Love Diamond) hanno collocato diamanti rivelatisi una solenne fregatura) non abbiano capito che si è giunti all’ultimo atto e che la catena di Sant’Antonio si è ormai spezzata. Ostinarsi nella decisione di non rimborsare i clienti a questo punto non avrà solo un costo in termini di credibilità, ma potrebbe portare ad un esborso maggiore».

A margine dell’esecutivo Abi, Mps fa sapere che «proseguirà come fa da mesi nel rimborso al 100% per i clienti rimasti coinvolti dalla presunta truffa sui diamanti». —

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