Lupi sempre più a valle, capriolo sbranato a Bibbiano
Bibbiano, il comandante della polizia municipale Lorenzo Ferrari dopo il ritrovamento di una carcassa: «Da anni scendono verso la pianura»
BIBBIANO. L’ennesimo capriolo sbranato dai lupi è stato ritrovato dai cacciatori nelle campagne della Val d’Enza. Negli ultimi anni i lupi sono scesi sempre più a valle. Solitamente vivevano in montagna, o in zone comunque lontane dai centri abitati o residenziali. Ma negli ultimi anni sono aumentate le segnalazioni degli avvistamenti, sempre più vicino alle abitazioni.
L’anno scorso erano stati tanti i casi di segnalazioni di animali sbranati a San Polo, Quattro Castella, Piazzola, Barcaccia, Montecchio, Bibbiano e Cavriago. C’è chi li ha fotografati e ripresi da vicino, con tanto di video finiti anche su Youtube. I cacciatori hanno spiegato il perché della loro presenza così vicina in tutta la Val d'Enza. Il motivo è dovuto al fatto che le loro prede (caprioli e altri animali selvarici) scendono sempre più a valle, verso i centri abitati. . L’ultimo ritrovamento da parte dei cacciatori, sempre in Val d'Enza, è avvenuto lunedì mattina a Bibbiano in via Franchetti, in campagna. Nel mentre il fenomeno è in continua crescita.
Il comandante della polizia provinciale, Lorenzo Ferrari, spiega: «Il fenomeno dell’ampliamento del territorio verso la pianura da parte della popolazione locale di lupi è noto già da qualche anno, anche se passa generalmente inosservato». Sono sempre più frequenti, quindi, i casi di ritrovamenti di lupi o di animali, come i caprioli, sbranati dai lupi. Anche su questo si è voluto soffermare il comandante Lorenzo Ferrari, che dice: « I casi di ritrovamento di caprioli o altre prede consumate dai lupio sono facilmente riconoscibili dal fatto che i corpi sono perfettamente scarnificati».
Se si vedono, infatti,le carcasse di animali uccisi, come preda da cani randagi, si nota che queste non sono perfettamente consumate, come avviene quando colpisce il lupo. «Questi episodi – prosegue Ferrari – provocano comunque un certo allarme tra i residenti, specialmente quando vengono a poca distanza dalle abitazioni. Questi ritrovamenti, tuttavia, non apportano nulla di nuovo alla situazione in quanto il lupo può manifestare una forte mobilità sul territorio e può quindi perlustrare in breve tempo luoghi tra loro anche molto distanti».
Il lupo, comunque, rimane una specie protetta ed è vietato per legge l’abbattimento. Anche su questo tema il comandante si sofferma: «La specie continua comunque a essere protetta dalla normativa vigente e, al momento, la popolazione italiana non ha segnalato particolari problemi in ordine alla sua supposta pericolosità. È tuttavia utile che i cittadini siano informati su questa recente novità faunistica, in modo che possano comunque prendere eventuali precauzioni. Anche se il lupo si avvicina sempre di più all’uomo, «è opportuno – spiega Ferrari – evitare in ogni modo che gli esemplari di questa specie prendano confidenza con le persone: è pertanto vietatissimo somministrare loro cibo e, in caso di contatto, è consigliabile farsi vedere bene, ed emettere eventualmente suoni o rumori atti a farli allontanare».
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