Ricordato l’eccidio di Ponte Cantone
SANT'ILARIO. Domenica scorsa, a Calerno, è stato commemorato l’eccidio di Ponte Cantone, commesso dai nazifascisti nel 1945. Un incontro in memoria di tutti quelli che hanno perso la vita dalla pianura alla montagna. Non si può dimenticare il dolore e l'episodio più grave per Sant'Ilario è l'eccidio di Ponte Cantone. Correva l'anno 1945 e il 12 di febbraio sulla via Emilia (oggi in zona Calerno) una squadra partigiana della 12ª Brigata Garibaldi attaccò un gruppo di soldati tedeschi.
Come rappresaglia, la polizia tedesca Sd prelevò dalle carceri di Parma venti patrioti, trasportati a Calerno in zona Cantone. Questi furono fucilati il 14 febbraio. I loro cadaveri vennero lasciati esposti per ventiquattr'ore come monito alla popolazione.
Ogni anno da allora Sant'Ilario ricorda l'evento con una cerimonia che si tiene davanti al monumento eretto nel luogo del massacro. Per il sindaco Moretti«è un momento di raccoglimento e condivisione in cui partecipano anche rappresentanti delle città da cui provenivano coloro che persero la vita sulla neve, in maggior parte originari delle province di Parma e Piacenza». È stata una commemorazione molto partecipata da associazioni e cittadini, accanto alle autorità locali presenti e il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini. Il corteo è partito da piazza Di Vittorio a Calerno accompagnato della Coffee Band diretta da Fabio Codeluppi, per arrivare davanti al monumento dei caduti di Ponte Cantone. Davanti al monumento, sono intervenuti il presidente Bonaccini e il sindaco Moretti. Infine, i ragazzi del Coro delle scuole medie Da Vinci, diretto dai professori Fedele Fantuzzi e Sara Sistici, hanno cantato. L’evento fa parte del progetto "Buona Memoria" del Comune di Sant'Ilario d'Enza ed è realizzato in collaborazione con Anpi e Corpo filarmonico di Sant'Ilario e vede l'adesione di Anpi Reggio Emilia, Istituto Alcide Cervi, Istoreco Reggio Emilia, Istituto storico della Resistenza e dell'età contemporanea di Parma, rete "Resist - Enza. La via della Libertà". —
Da.Al.
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