Gazzetta di Reggio

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Sanità e stranieri l’Ausl reggiana eccellenza europea

Luciano Salsi

Il protocollo “Migrant-friendly” preso d’esempio dall’Oms per le buone pratiche in materia di immigrazione 

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Nessuno può dubitare che le porte della nostra città siano spalancate agli immigrati e che la politica praticata nei loro confronti dalle istituzioni locali sia un modello di accoglienza guardato con ammirazione da quanti li considerano una risorsa preziosa e insostituibile. Tant’è che l’Organizzazione mondiale della sanità ha preso come esempio di buone pratiche in materia di immigrazione il protocollo “Migrant-friendly” adottato dall’Ausl-Irccs di Reggio per fornire agli stranieri non solo le cure di cui hanno bisogno, ma anche le informazioni e l’assistenza socio-sanitaria necessarie per facilitarne l’accesso ai servizi.

La selezione

L’Oms ha selezionato in tutta l’Europa undici casi esemplari di trattamento sanitario degli immigrati da pubblicare nel “Compendium of health system responses to large-scale migration in the Who European Region”, che illustra le migliori risposte offerte dai servizi sanitari europei alle sfide della multietnicità. Per l’Italia sono stati scelti l’approccio reggiano “Migrant-friendly” e il piano di contingenza implementato in Sicilia per fornire la prima assistenza agli africani che attraversano il Mediterraneo.

La ricerca

La ricerca è stata compiuta nel 2016, quando si contavano migliaia e migliaia di sbarchi che facevano pensare a un’emergenza incombente. Reggio è stata scelta anche per il fatto di avere già maturato una lunga esperienza nell’affrontare il problema dell’immigrazione. Lo sottolinea Antonio Chiarenza, responsabile dello staff Ricerca e innovazione dell’Ausl-Irccs, che ha illustrato per l’Oms le buone pratiche reggiane: «In quell’anno avevamo il 12% di popolazione straniera, una delle percentuali più alte in Italia. Da molti anni ci occupavamo dell’immigrazione e quindi avevamo messo a punto una risposta strutturale, non puramente emergenziale, che l’Oms ha riconosciuto come il punto di forza del nostro modello. Abbiamo una massa di immigrati ben inseriti, appartenenti a più di cento gruppi etnici e sarebbe un errore leggere l’immigrazione come un problema a cui rispondere con misure straordinarie. I richiedenti asilo ne costituiscono solo una piccola parte e dall’anno scorso gli arrivi sono nettamente calati».

DAlla SICILIA A REGGIO

Quando dalla Sicilia i nuovi arrivati sono trasferiti nella nostra provincia vi trovano un sistema sanitario strutturalmente preparato a curare gli immigrati, i quali, però, hanno carenze di informazione. «L’Ausl-Irccs di Reggio – spiega Chiarenza – ha predisposto una strategia globale, che coniuga lo sviluppo organizzativo con una serie di interventi mirati. Dal 1998, in base al testo unico che prevede di assicurare l’assistenza sanitaria agli immigrati irregolari, abbiamo il Centro per la salute della famiglia straniera, che ha sede negli ambulatori di viale Monte San Michele. I richiedenti asilo e gli irregolari vi ricevono l’assistenza di base. Per le visite specialistiche vengono indirizzati al centro medico della Caritas o ai servizi dell’Ausl». —





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