Vinci: «La politica non si fa con i video»
Così il segretario della Lega chiude il caso Catti: «Pseudocandidato, non andiamo contro il centrodestra ma contro il Pd»
Il “video-testamento” di Fabio Catti – il candidato liquidato dalla Lega a favore di una corsa a tre con Forza Italia e Fratelli d’Italia – sui social ha incassato non poche testimonianze di solidarietà. E ha dato il la anche ad altri sfoghi. Come quello dell’aspirante candidato per il Comune di Viano Luigi Angelicola, che nelle scorse settimane aveva fatto un passo indietro non nascondendo la delusione per come erano andate le cose. «Dalla montagna fino alla pianura, una marea di persone che si sono allontanate dalla Lega (Emilia). Militanti che hanno sempre lavorato sul territorio da anni e che non hanno seguito la “ linea politica“ di qualche persona? Appoggio la decisione di Fabio Catti e dei miei cari amici Marco Montipò Fabio Pederzoli, ora capisco perché il centro destra in Emilia non è mai prevalso», ha scritto ieri su Facebook. Chiedendo anche chiarimenti alla Lega Emilia. Chiarimenti che arrivano dal segretario di Lega Emilia, l’onorevole Gianluca Vinci. Che come prima cosa smentisce – come invece si vocifera in giro – che il candidato per Scandiano peri tre partiti poteva essere quel Villiam Rinaldi di Arceto di cui si fa il nome per le elezioni di Casagrande.
«Ancora non ci sono i candidati ufficiali», chiarisce. Quindi anche il nome di Rinaldi per Casalgrande, da parte di Vinci, è tutt’altro che confermato.
Ma anche per la candidatura durata quattro giorno di Catti, Vinci ha una spiegazione: «Lui pensava di candidarsi e andare contro le nostre alleanze? Incomprensibile. Non usare gli altri simboli non vuol dire andare contro. Invece lui ha dichiarato guerra al centrodestra. Ma il nostro obiettivo è abbattere il Pd, non Forza Italia o Fratelli d’Italia. La sua candidatura è stata una fuga in avanti subito arrestata. Del resto, quando facciamo delle presentazioni ufficiali, non avvengono certo così, con un video, ma ci sono i rappresentanti a più livello dei partiti». Video che Vinci dice di non aver visto, chiamandola «pseudo presentazione. Catti – aggiunge Vinci – era uno dei papabili. Ha fatto una fuga in avanti, ma bisogna saperla fare. È diventata uno pseudo-candidato. Ma la politica non si fa con i video». Vinci non mette in discussione Davide Beltrami, responsabile locale. Al quale si deve l’operazione Catti: «È una persona che cerca di lavorare al meglio, ci sentiamo quotidianamente. E quello che è successo non è piaciuto neanche a lui».
Fabio Catti ha comunque incassato non poca solidarietà. «Mi hanno chiamato tante persone che ci credevano. Di sostegno ce n’è ancora tanto». Ma da lì a dire che la sua lista civica si presenterà, ancora è presto. «La civica non è chiusa, le persone ci sono ancora. Il problema è che sappiamo che le civiche non hanno presa, la gente vota i simboli dei partiti». Sulle sue uscite contro gli esponenti di centrodestra, e nei confronti di chi ha determinato la sua esclusione, dice: «Non voglio tirare in ballo persone, non voglio far male a Scandiano. Ma come ho detto ci sono foto dei messaggi che ci sono stati in questi giorni».
Alla richiesta della Elena Diacci di chiarire se parlava di lei, quando criticava l’operato passato del centrodestra, replica: «Se c’è una persona a cui non voglio rispondere è lei. Se fossimo andati avanti, non avrei parlato di nessuno, se non dei progetti. Non avrei detto neanche dove ha sbagliato il Comune. Avrei parlato di quello che volevamo fare. È questo ciò di cui la gente ha bisogno: serietà». —
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