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Anche la Bonifica boccia la tracimazione controllata

M.P.
Anche la Bonifica boccia la tracimazione controllata

Il consorzio è sulla stessa linea dei sindaci contrari all’ipotesi di sperimentazione. Il direttore Raffaele Monica intravede rischi per gli argini del fiume Po

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BASSA REGGIANA. Dopo i sindaci reggiani e mantovani anche il consorzio di Bonifica Terre dei Gonzaga in Destra Po boccia nettamente l’ipotesi di sperimentazione di una “tracimazione controlla” in alcuni tratti arginali del Po e dei suoi affluenti sostenuta dall’Autorità di Bacino e da Aipo. . «Si ritiene necessario eliminare dalle prospettive di intervento le opere che consentirebbero la “tracimazione” del fiume Po - scrivono dalla Bonifica - e di investire sul sistema delle golene, sulla chiusura delle attuali finestre ad una piena uguale per tutti».

La preoccupazione per chi vive sulle sponde del grande fiume è che la tracimazione possa non essere così controllata come si vorrebbe. «Si valuta positivamente la disponibilità dell’assessore regionale lombardo Pietro Foroni a procedere solo con la piena condivisione dei territori interessati», proseguono dalla Bonifica.

nessuna tracimazione

Il dibattito in corso è scaturito dalle risposte dell’assessore regionale lombardo Pietro Foroni a una interpellanza, appositamente proposta dalla consigliera regionale di Fratelli d’italia, Barbara Mazzali su sollecitazione del sindaco di San Benedetto Po, nel Mantovano, Roberto Lasagna, sul tema del miglioramento della sicurezza del territorio dal rischio alluvione.

Risposta dalla quale traspariva che la Regione Lombardia non riteneva tecnicamente ed economicamente sostenibile l’adeguamento di tutti gli argini di Po ma in alternativa considerava possibile la realizzazione di alcuni tratti di argini maestri tracimabili senza rottura posti ad una quota inferiore, soluzione già sperimentata per il Lambro.

La riunione di venerdì scorso a San Benedetto Po, è stata voluta e convocata dal consorzio di Bonifica Terre di Gonzaga in Destra Po per esplicitare le perplessità sulla ipotesi sostenuta da Regione Lombardia di valutare la realizzazione di argini tracimabili ma anche per conoscere il pensiero degli amministratori dei Comuni ricompresi nel comprensorio di bonifica, sulla tematica.

«Questo nuovo approccio – ha detto il presidente del consorzio Ada Giorgi – potrebbe essere di fatto un input progettuale per la tanto attesa chiusura della finestra arginale in destra Po di Mirasole nel Mantovano, per la quale purtroppo si ipotizza una piena con tempo di ritorno di solo 130 anni e addirittura la realizzazione di un argine tracimabile».

la relazione

La relazione di Raffaele Monica, direttore del consorzio, ha illustrato nel dettaglio le ipotesi di intervento della Regione Lombardia per il miglioramento della sicurezza idraulica del territorio evidenziandone vantaggi e rischi.

Monica ha precisato che l’adeguamento degli argini del fiume e il contestuale consolidamento per poter reggere una tracimazione senza rottura di un breve tratto del sistema difensivo, ne pregiudicherebbe il successivo sopralzo.

Un rischio che si verificherebbe «soprattutto – ha concluso Raffaele Monica – durante i prossimi eventi estremi: chi lascerà, infatti, costruire dalla protezione civile una ulteriore difesa, dove l’argine è vocato alla sua tracimazione studiata per la sicurezza dei tratti di valle»? —

M.P.

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