Inchiesta in Comune a Reggio Emilia, convocati 18 dirigenti per falso e abuso d’ufficio
L’autorità giudiziaria manda 18 inviti a comparire per presunte violazioni sugli incarichi professionali. Il Comune: «L’Amministrazione riconferma la piena collaborazione con le autorità inquirenti, esprime fiducia nell’azione della magistratura e ribadisce la propria fiducia ai dirigenti, nella certezza che sarà fatta chiarezza»
REGGIO EMILIA. Diciotto inviti a comparire sono stati spediti dall’autorità giudiziaria ad altrettanti dirigenti comunali. Le indagini, tutt’ora in corso, riguardano presunte violazioni in riferimento al regolamento dell’ente per l’affidamento di incarichi professionali e le ipotesi di reato sono di falso e abuso d’ufficio.
La bomba è deflagrata in redazione ieri sera alle 18.58, con un comunicato stampa ufficiale del Comune di 9 righe: «L’Amministrazione ha appreso oggi – esordisce la nota – di accertamenti dell’autorità giudiziaria rivolti all’indirizzo di alcuni suoi dirigenti in carica nell’anno 2013, relativi a indagini in corso su presunte violazioni in riferimento al Regolamento dell’Ente per l’affidamento di incarichi professionali».
Il caso è venuto a galla nel novembre di cinque anni fa, nel 2014, da una mozione presentata dal Movimento 5 stelle su incarichi assegnati a dirigenti comunali – all’epoca si parlò di 14 persone – prima che si arrivasse alla loro nomina.
Diversi i quesiti e le domande che erano state poste in Commissione dalla capogruppo pentastellata in consiglio, Alessandra Guatteri, a partire dai criteri con cui erano stati formulati i bandi, ad altre sulle modalità utilizzate dalla Commissione tecnica per la selezione.
Scrematura dopo scrematura, le 75 domande inizialmente pervenute da tutto il Paese per quegli incarichi erano state ridotte, fino a proporre al sindaco le rose di candidati, come prevede la legge, sulla base delle quali sono poi stati scelti i 14 dirigenti.
In quella sede però la Giunta aveva spiegato come, in realtà, la procedura seguita fosse stata corretta. I dubbi dei 5 stelle non si erano però fermati lì. Il 26 luglio del 2016, infatti, la stessa Guatteri ha convocato una conferenza stampa per spiegare quanto segue: «Abbiamo scoperto che il Comune di Reggio Emilia per 7 anni ha utilizzato un regolamento illegittimo per l’affidamento degli incarichi esterni e che per due anni e mezzo non ha effettuato i controlli amministrativi sugli atti previsti dalla legge».
La capogruppo fa riferimento al «2008, quando la Corte dei Conti con la deliberazione 111/2008/G chiedeva al Comune di modificare il proprio regolamento per l’affidamento degli incarichi esterni, in particolare l’articolo 2 comma 3 che prevedeva che per gli incarichi con importo inferiore a 100.000 euro si proceda con gara informale con almeno 5 preventivi. Ma il Comune, capitanato prima da Delrio e poi da Vecchi, si è guardato bene dal modificare il regolamento».
Regolamento che, come conferma una nota inviata ieri dalla stessa amministrazione in merito agli avvisi a comparire, «è stato aggiornato nel 2015, sulla base delle normative vigenti». Successivamente a queste dichiarazioni, i 5 stelle reggiani hanno quindi presentato un esposto alla Corte dei Conti stessa, «sia per l’illegittimità del regolamento per l’affidamento degli incarichi, che potrebbe avere causato un danno erariale, sia per la mancanza dei controlli amministrativi successivi che non ha garantito ai cittadini trasparenza, legalità e correttezza degli atti posti in essere».
La terza puntata nota di questa articolata e complessa vicenda burocratica e giudiziaria risale poi al marzo 2017, quandogli ispettori del ministero dell’Economia e delle Finanze hanno effettuato accertamenti in Comune a Reggio Emilia.
Da quei controlli venne poi redatto a fine 2017 un verbale, oltre cento pagine nelle quali si parlava fra le altre cose di scorretta applicazione di alcuni incentivi ai dipendenti, dubbi sulle procedure di reclutamento di alcuni dirigenti di nomina anche fiduciaria del sindaco oltre a contestazioni sulla interpretazione di diverse norme e regolamenti.
Esiti che non erano definitivi perché l’ente doveva ancora controdedurre entro 120 giorni spiegando le proprie scelte considerate errate quando anche illegittime.
L’iter deve poi esser andato avanti visto che, in questi giorni, sono arrivati a 18 dirigenti comunali altrettanti avvisi di comparizione proprio in merito a queste vicende.
Una notizia destinata a suscitare non poco clamore alla quale, per ora, il Comune ha deciso di replicare in questo modo: «L’Amministrazione riconferma la piena collaborazione con le autorità inquirenti, esprime fiducia nell’azione della magistratura e ribadisce la propria fiducia ai dirigenti, nella certezza che sarà fatta chiarezza».
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