Gazzetta di Reggio

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BIMBO ESCLUSO

La Provincia convoca provveditore e Ausl

Miriam Figliuolo
La Provincia convoca provveditore e Ausl

Rifiutato dalla scuola perché diabetico. L’assessore Malavasi: «Inaccettabile, occorre una riflessione d’insieme». Interrogazione parlamentare della Iori

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APPENNINO. La scuola è luogo d’inclusione per eccellenza. Per questo indigna e lascia attoniti la vicenda dell’esclusione dall’asilo di un bimbo diabetico di due anni e mezzo a causa delle attenzione che la sua patologia richiede e delle quotidiane somministrazioni di insulina. Ma al di là della comprensibile reazione emotiva il caso rende evidente la necessità di trovare soluzioni.

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Il tavolo

È quanto si prefigge la Provincia, nelle persone del presidente Giorgio Zanni e dell’assessore alla Scuola, Ilenia Malavasi, che, ieri, a margine di una conferenza a palazzo Allende, alla quale partecipava anche il dirigente dell’ufficio scuola provinciale, Mario Maria Nanni, sono intervenuti sul caso annunciando, l’apertura di un tavolo di confronto che coinvolga lo stesso ex Provveditorato e l’Azienda Usl.

Il bimbo in questione è affatto da diabete di tipo 1, ma non è senz’altro l’unico (in Italia si parla di 20mila bambini), purtroppo a soffrire di questa patologia, e molti altri sono i bambini affetti da patologie che richiedono attenzione e l’uso di farmaci.

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La convocazione «a beve» del dirigente dell’ufficio scuola e dell’Ausl ha, infatti, l’obiettivo di «cercare una soluzione, al di là dello specifico caso, alle problematiche legate alla somministrazione di farmaci in orario e in ambito scolastici».

L’assessore

«Un caso del genere, non mi era mai capitato. È inaccettabile. Ma non è solo un problema della scuola – dice l’assessore Malavasi – Mi rammarica molto. Credo ci siano riflessioni da fare sull’applicazione della normativa, e sulla preoccupazione degli insegnanti, che è legittima, nel somministrare un farmaco. D’altro canto mi dispiace non si sia riusciti a intervenire, al di là della scuola, per tutelare il percorso educativo di questo bambino. È necessaria, da parte delle istituzione, una presa di coscienza politica sulla necessità di coniugare diritti garantiti dalla nostra Costituzione, come quello all’istruzione e alla salute. Se la scuola non può accettare serve un passaggio successivo: deve intervenire il sistema socio sanitario, mettere a sistema gli operatori».

Del resto che non vi siano obblighi normativi per la scuola lo ha sottolineato anche Nanni: «Il contesto normativo è tale per cui la volontarietà delle persone in questi casi non può essere coartata».

Le reazioni

Il caso ha avuto eco politico. Al punto che è stata annunciata ieri un’interrogazione parlamentare dalla senatrice Pd, Vanna Iori, da sempre in prima linea sui temi educativi e il mondo della scuola: «Auspico che il Governo voglia farsi carico di una questione che riguarda migliaia di famiglie». Analoga interrogazione a Montecitorio, è sottoscritta da Antonella Incerti, Graziano Delrio e Andrea Rossi. Il primo, ieri, a intervenire sul caso, ma in giunta regionale, era stato il consigliere di Fratelli d’Italia, Giancarlo Tagliaferri, che chiedeva «quali eventuali iniziative intenda mettere in atto per prevenire il ripetersi di situazioni analoghe». Il collega Yuri Torri (Si) ha invece chiesto, da subito, infermieri nelle scuole per la somministrazione dei farmaci. —




 

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