Prese a pugni un gay Condannato a 2 anni l’ex pugile Bondavalli
Per il giudice Garcea fu un’aggressione a sfondo omofobo La difesa: «Erik picchiato per primo, rifiutò le avances»
Un’aggressione a sfondo omofobo. Così il giudice Antonella Garcea ha interpretato la vicenda del 24 giugno 2013 al centro del processo, da qui la condanna dell’ex pugile 31enne Erik Bondavalli a due anni di reclusione (pena sospesa e non menzione nel casellario) oltre al pagamento di una provvisionale di 7mila euro (il risarcimento in separato giudizio civile) al 37enne costituitosi parte civile.
BATTAGLIA LEGALE
Una sentenza che avrà sicuramente strascichi in Appello, come ha già annunciato al termine dell’udienza l’avvocato Giancarlo Pasquale che difende l’imputato (non presente in aula) conosciuto, ai tempi della boxe, come Dynamite Kid. «Vi sono tanti motivi per assolvere il mio assistito – dice il legale ai cronisti – che è stato aggredito per primo, come dimostrano il certificato medico di 7 giorni di prognosi con caduta dalla moto danneggiata per 2.500 euro. Per non parlare del fatto che il 37enne è imputato in altro processo dov’è accusato di aver aggredito un minorenne, pure lui pugile».
Ma cos’era accaduto quel giorno? Questo il racconto del 37enne: «Stavo camminando all’inizio di via Farini quando ho incrociato un giovane che proveniva dalla parte opposta. Lui mi ha squadrato con scherno e mi ha detto “Ciao finocchio”, per poi proseguire. A quel punto sono andato da lui per chiedere spiegazioni e lui senza parlare mi ha sferrato quattro pugni».
DUE VERSIONI
Una ricostruzione ritenuta credibile dal pm Laura Piemonti (ha chiesto una condanna a due anni, ma senza pena sospesa), a cui si è aggiunta la documentazione medica (15 giorni di prognosi) depositata dall’avvocato di parte civile Claudio Vincetti che poi nell’arringa ha evidenziato sia l’atteggiamento di sopraffazione tenuto dall’imputato che nel 2013 era all’apice della carriera pugilistica, sia che diversi agenti avevano confermato come fosse stato il 37enne a subire i colpi. Di parere opposto la difesa: Bondavalli fu al centro di avances omosessuali in strada e di fronte al rifiuto il 37enne l’aveva aggredito, da qui i pugni per difendersi.
Una ricostruzione che ha portato l’avvocato Pasquale a chiedere l’assoluzione per il suo assistito, ma il giudice Garcea non è stato dello stesso avviso. «Sono molto soddisfatto della sentenza – si limita a dire il legale di parte civile dello studio Ferrari Vincetti & Associati – giunta dopo anni di faticosa attività istruttoria e processuale». —
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