Un’intesa tra servizi esiste già: è stata sottoscritta nel 2013
Il protocollo segue le linee guida emesse dalla Regione. A dicembre il ministro Bussetti aveva annunciato la figura dell’insegnante-infermiere
REGGIO EMILIA. A dicembre il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti annunciava l’istituzione della figura dell’insegnante infermiere, a seguito della firma di specifici protocolli che prevedono «di preparare gli insegnanti alla somministrazione di farmaci agli alunni con patologie specifiche». Formazione che è stata fatta, tra l’altro, nella scuola statale del nostro appennino che poi, però, ha rifiutato il bimbo diabetico. Un caso che ha toccato la sensibilità dell'opinione pubblica e sollevato parecchie reazioni a più livelli, anche politico, con l'annuncio anche di iniziative parlamentari.
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Nel 2012 la Regione Emilia Romagna aveva fatto, a sua volta, un passo deciso sul tema, ma prevedendo soluzioni di tipo “integrato”. È la delibera 166 che detta le “Linee di indirizzo per la definizione di intese provinciali inerenti la somministrazione di farmaci a minori in contesti extra-familiari, educativi o scolastici, in Emilia-Romagna”. In base ad essa la Provincia di Reggio nel 2013 aveva svolto ruolo di regìa per uno specifico protocollo, che fu sottoscritto da Comuni, Ausl, Ufficio Scuola provinciale, Istituti comprensivi, inclusi i paritari, per affrontare l’esigenza della somministrazione di farmaci ai minori in contesti educativi (non solo scuola, ma anche altri ambiti, come i campi gioco per esempio). L’intesa prevedeva la suddivisione dei compiti tra i vari soggetti coinvolti, come l’individuazione dei professionisti per la somministrazione o la formazione degli educatori (che spetta all’Ausl).
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Che fine ha fatto il protocollo e perché questa volta non ha funzionato? «Da allora abbiamo fatto numerosi incontri – spiega l’assessore provinciale alla Scuola Ilenia Malavasi – Che il protocollo abbia funzionato lo dimostra il fatto che questa sia la prima volta, dopo tanti anni, che il problema riemerge. Se la scuola dice no è evidente che serva uno step ulteriore». —
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