Gazzetta di Reggio

Reggio

Venticinque anni di annuari scolastici Dai nidi fino ai licei calano gli studenti

Luciano Salsi

Continua la contrazione degli iscritti di tutti gli ordini  A influire è la denatalità provocata dalla crisi economica

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Cambiano i provveditori agli studi, i presidi, gli amministratori locali e il quadro istituzionale.

Non cambiano l’attenzione e la cura che l’amministrazione provinciale dedica alla scuola, al di là delle sue strette competenze, limitate all’edilizia scolastica degli istituti superiori.

Ne è una prova l’ininterrotta pubblicazione dell’Annuario della scuola reggiana, strumento fondamentale di conoscenza del sistema scolastico e di programmazione amministrativa e socio-economica, di cui pochi altri territori italiani dispongono.

La sua venticinquesima edizione, accompagnata da un supplemento dedicato proprio all’anniversario, è stata presentata ieri nella sala del consiglio di Palazzo Allende da Giorgio Zanni, presidente della Provincia, Ilenia Malavasi, vicepresidente con delega all’Istruzione, Mario Maria Nanni, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale (che una volta si chiamava provveditore agli studi), dai curatori e autori Silvia Ballabeni, Luciano Bonacini, Luciano Rondanini e Nadia Castagnetti.

Dalla cospicua mole dei dati contenuti nell’annuario emerge il profilo di una scuola che rispecchia i mutamenti legislativi, demografici e sociali avvenuti in quest’ultimo quarto di secolo e che da qualche anno mostra le linee di tendenza di cui tenere conto nel prossimo futuro.

«Dal 1994 al 2019 – spiega Ilenia Malavasi – si è passati da un costante incremento degli iscritti in tutti gli ordini e gradi di scuola alla progressiva contrazione delle presenze. Tale calo ha iniziato a mostrare i suoi effetti nel corso dell’ultimo decennio, prima nei nidi e nelle scuole dell’infanzia e, nel biennio appena trascorso, anche nella scuola primaria».

Fino a pochi anni fa, infatti, la forte immigrazione da altre regioni e dall’estero compensava il vertiginoso calo delle nascite, manifestatosi nella nostra provincia con sensibile anticipo rispetto alla maggior parte dell’Italia.

Poi s’è fatta sentire la crisi economica e la denatalità ha incominciato a interessare anche le famiglie degli immigrati. La flessione demografica, però, non s’avverte ancora nelle scuole superiori, dove si nota piuttosto una diversa distribuzione degli studenti nel senso di una licealizzazione meno spinta che nel resto d’Italia.

«Gli iscritti all’area tecnica – sottolinea la vicepresidente Malavasi – superavano il 40% nel 1994 e sono progressivamente diminuiti, mentre sono aumentati gli iscritti all’area liceale, che nello stesso anno erano poco più del 26% del totale e hanno effettuato il sorpasso nel 2015».

Ciò che più caratterizza il nostro sistema scolastico è la capacità di accogliere e di assicurare opportunità formative a tutti gli alunni.

«La scuola reggiana – ha detto ancora Ilenia Malavasi – è inclusiva e accogliente. La percentuale di alunni disabili è raddoppiata, passando dall’1,9% del 1994 al 4% del 2018/19. La percentuale degli alunni stranieri, dopo essere cresciuta dal 1994 al 2009 al ritmo di un punto percentuale all’anno (nel 2014 ha superato il 17%), si è lievemente contratta nell’ultimo lustro, anche in concomitanza con l’acquisizione della cittadinanza italiana da parte dei figli minori di stranieri residenti stabilmente nel nostro territorio». —



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