Prestanome e reati fiscali, sette indagati
Tre persone residenti a Reggio sono considerate dalla Guardia di finanza i titolari occulti di un centro fitness sequestrato
Ha coinvolto anche tre persone residenti a Reggio l’indagine per reati fiscali della Guardia di finanza che ha portato al sequestro preventivo a Parma del Florida Fitness e della piscina Aqualena.
TESTE DI LEGNO
Sette gli indagati: si tratta dei rappresentanti formali di quattro società, per gli inquirenti sono prestanome, più il commercialista modenese Alberto Pagliani. I veri amministratori di fatto erano, secondo le fiamme gialle, i fratelli cutresi Antonio e Marcello Vetere, di 62 anni e 50 anni, residenti a Reggio, così come Alessandro Vitale, 39 anni, convivente della figlia di Antonio.
EVASO UN MILIONE
Gli indagati sono accusati di reati fiscali quali sottrazione fraudolenta del pagamento delle imposte (soprattutto dell’Iva), omessa presentazione della dichiarazione dei redditi e indebita compensazione di crediti tributari inesistenti per un valore di 900mila euro. I reati sarebbero stati commessi tramite passaggi vorticosi di società fittizie e sgravi relativi a un’associazione sportiva dilettantistica -
L’indagine sula palestra, con annessa piscina coperta è partita da accertamenti su quattro società: la V. V. V. Aqualena Srl, società di fitness, i cui rappresentanti legali sono stati prima Nicola Ciarliero, barese, e poi Michele Mari, palermitano; la Aqualena Sport Asd (associazione sportiva), il cui rappresentante legale è Antonio Caruso, cosentino; la HCP Srl, società che svolge l’attività di gestione di alberghi, legale rappresentante Michele Mari che si è avvalso della consulenza contabile di Pagliani; la House Immobiliare Srl di cui il legale rappresentante Alessandro Vitale. Tutte teste di legno, secondo l’accusa: i veri titolari erano i fratelli Vetere e Vitale.
Passando al setaccio i documenti contabili per diversi anni, in particolare nelle annate 2013-2014 e 2015-2016, gli inquirenti hanno ipotizzato una serie di reati tributari.
In una prima fase, la procura Parma aveva avanzato richiesta di sequestro preventivo dell’immobile e dei conti correnti sia degli amministratori di fatto che dei prestanomi ma il Gip a gennaio aveva limitato il sequestro alle somme di denaro nella disponibilità dei prestanome (non ritenendo sufficienti gli indizi a carico dei Vetere e del Vitale quali effettivi titolari) e aveva negato il sequestro dell’impianto sportivo.
La procura ha però fatto appello e il Riesame lo ha accolto, dando così il via libera al sequestro dell’immobile e alle somme di denaro dei Vetere e del Vitale.
L’Aqualena resta aperto; a giorni sarà affidato ad un amministratore giudiziario. —
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