È morto il falegname Simone Magnani a due anni dal tragico schianto sull’A1
Non si era più ripreso dall’incidente in cui il 9 marzo 2017 persero la vita gli amici Gianluca Manfredi e Germano Torri
CAVRIAGO. È morto il falegname Simone Magnani, appassionato di giardinaggio e, fino al 9 marzo 2017, sempre in prima linea per aiutare nelle attività della parrocchia e nell’allestimento della sfilata di Carnevale del paese. Era sulla soglia dei 50 anni. La notizia si è diffusa ieri in paese, lasciando tutti profondamente colpiti e addolorati. La sua morte si aggiunge infatti a un doppio devastante lutto.. Magnani era costretto in un letto con necessità di costante assistenza da quasi due anni, in seguito al tragico incidente sull’autostrada A1 del 9 marzo 2017, nel quale persero la vita due dei suoi più cari amici, Gianluca Manfredi e Germano Torri, e rimasero feriti lui, il fratello Andrea e l’altro amico Filippo Copparosa.
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Il giorno dei funerali di Manfredi e Torri fu dichiarato il lutto per tutto il paese. E probabilmente lo sarà anche per l’addio a Magnani. Ma non è stato ancora possibile stabilire una data, perché la salma è stata posta sotto Procura.
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Non sono mancati, in questi anni, alcuni timidi segnali che hanno fatto sperare; ma purtroppo Magnani, dal giorno di quel tragico incidente, non si era mai ripreso per davvero. Sempre assistito dalla moglie Laura, ormai da qualche mese era ricoverato al Centro riabilitativo di Albinea, dove era stato trasferito dall’ospedale di Correggio. Prima di arrivare lì, era rimasto in coma farmacologico per un mese, ricoverato all’ospedale Maggiore di Parma, dove era arrivato in gravissime condizioni dopo il devastante schianto. La notte di quel giovedì i cinque amici stavano rientrando da una cena a Piacenza, organizzata per festeggiare il compleanno di Andrea Magnani.
All’altezza del casello di Caprara di Campegine l’Opel Zafira sulla quale viaggiavano, condotta da Manfredi, andò a schiantarsi contro un’Audi A8 condotta da un sampolese di 51 anni e un camion guidato da un 50enne rumeno. Questi ultimi due mezzi erano fermi al centro della carreggiata per un precedente incidente che non aveva avuto gravi conseguenze. Tremende invece quelle del secondo impatto: la morte sul colpo dei due uomini seduti ai posti anteriori della Zafira, Manfredi e Torri, e il ferimento degli altri tre amici. In condizioni molto serie Simone Magnani e Filippo Copparosa, che poi, per fortuna, si riprese. Meno grave, ma sotto shock, Andrea, il primo a dare l’allarme per l’accaduto.
Simone Magnani era un grande appassionato di giardinaggio e di botanica, bravissimo nel creare splendidi accostamenti tra piante nel suo giardino. Il suo prato aveva dell’incredibile, tanto era curato. Il calcio era un’altra grande passione.
Con il fratello Andrea gestiva la falegnameria che si trova in via Guardanavona: un’attività storica del paese, vicinissima all’abitazione di via Pozzo Piola dove ora la moglie Laura e la famiglia stanno ricevendo numerossissime manifestazioni di affetto e vicinanza.
Ora si dovrà attendere la decisione del magistrato sull’eventualità di un esame autoptico. Il nesso tra la morte di Magnani e l’incidente è quasi scontato. Allora ad occuparsi delle indagini fu la Procura di Parma, competente per territorio. Non è ancora chiaro a chi potrebbero essere imputate le eventuali responsabilità tra i due dei tre conducenti sopravvissuti: il sampolese alla guida dell’Audi e il camionista rumeno. Gli approfondimenti, in questi casi, sono comunque un atto dovuto. —
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