«Il miglior modo di imparare cos’è la cittadinanza attiva»
cracovia. «Questo è il più bell'esempio di come imparare la cittadinanza attiva». Il primo turno del Viaggio ha ospitato due figure particolari, rappresentanti di due elementi fondamentali del tessuto sociale: la scuola e la tutela della fragilità. Fra le insegnanti del Galvani-Iodi vi era anche la preside Maria Dall'Asta, unica dirigente scolastica presente, impegnata con una classe come le colleghe. Dall'Asta è intervenuta nella commemorazione conclusiva parlando del suo mondo, quello dell'educazione: «Tutte le scuole dovrebbero avere come compito quello di formare persone e cittadini. E poi dei professionisti – ha ricordato –. Voi ragazzi avete toccato un'esperienza molto negativa della storia d'Europa. Ora, cosa vi portate a casa come cittadini? L'impegno di salvaguardare la nostra Costituzione: è una Costituzione molto bella che ospita contenuti che qui a Birkenau sono stati violati».
Per poi ricordare: «Il ministero ci chiede di portare anche attività ed esperienze di cittadinanza, all'esame. Ecco, questo è il più bell'esempio di come imparare la cittadinanza attiva. E davvero fate tesoro della nostra Costituzione; se a quei tempi fosse stata applicata, tutto questo non sarebbe successo».
All'ultimo atto ha preso la parola anche Annalisa Rabitti, presidente delle Farmacie Comunali da cui dipende il progetto di inclusione della disabilità Reggio Città Senza Barriere. «Vorrei ricordare che prima ancora dei campi di concentramento come questo, decine di migliaia di cittadini tedeschi con disabilità vennero uccisi. Sono qui per testimoniare questa diversità. Ma penso sia giusto anche dare un parere personale – ha spiegato –. Credo che non ci siano parole umane per raccontare quello che è stato fatto qua, ma a volte le parole vanno trovate. Io sono mamma di un ragazzo disabile, che non sarebbe arrivato nemmeno qui. La sua vita non era considerata degna di essere vissuta. Non avrebbe nemmeno raggiunto questi campi, che mi ricordano pericolosamente il mare che abbiamo attorno all'Italia oggi».
«Ma – ha aggiunto –sono anche la mamma di Milla, una bimba di 9 anni. Ho visto la foto di una bimba che si chiamava Milla, qui, come lei. Ogni foto di bambini mi ha tagliato il cuore. Erano criminali per diversità, criminali per rabbia, criminali per nascita, erano indegni. Stiamo attenti, stiamo attenti anche a leggere il futuro». —
Adr.Ar.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
