Reggio Emilia in lutto, addio al pasticciere generoso: morto a 55 anni Paolo Pellicciari
Paolo Pellicciari, per 20 anni titolare della storica pasticceria Poli, è deceduto ieri mattina al Santa Maria a causa di un’infezione. Le lacrime della moglie e degli amici: «Era una persona straordinaria e gentile»
REGGIO EMILIA. «Quando entravi da lui e ordinavi tre paste te ne dava sempre quindici. E non c’era verso di fargli cambiare questa abitudine perché Paolo, con gli amici, era cosi: generoso». È così che molti amici hanno ricordato ieri Paolo Pellicciari, storico titolare della pasticceria Poli di via Guidelli scomparso ad appena 55 anni alle 5.45 del mattino.
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Corporatura imponente, grande dedizione al lavoro e un animo gentile, capace di attrarre a sé l’affetto di clienti e amici. Con la morte di Paolo se ne va una delle figure più importanti di Reggio Emilia, capace di portare avanti per 20 anni con successo una delle attività più storiche della città e di accompagnare con dolcezza e simpatia la vita di centinaia di reggiani e, soprattutto, della sua famiglia di cui andava immensamente fiero. I figli Andrea, 24 anni, Beatrice, 20 anni, e l’amore di una vita, la moglie Barbara.
È proprio lei, fra le lacrime, a ricordare il marito perché «tutti devono sapere, leggendo queste parole, che uomo incredibile sia stato nella sua breve permanenza qui con noi». L’attività di pasticciere di Paolo è cominciata a metà degli anni ’90.
«Quando mio padre è morto improvvisamente nel ’95 – spiega la moglie – a dirigere il negozio è rimasta solo mia madre. Allora lui, nel ’96, ha deciso di lasciare il suo impiego da dirigente alla Coopsette per prendere in mano una delle attività storiche più importanti di Reggio assieme ai dipendenti che c’erano all’epoca».
Lavoro che Pellicciari non ha mai abbandonato fino al 2016, quando la pasticceria ha chiuso. «Aveva personalizzato il negozio – prosegue Barbara – introducendo la sua passione: il catering. La pasticceria Poli è stata presente a moltissimi eventi, per tanti anni ad esempio curavamo l’accoglienza per società sportive come la Grissin Bon o la Reggiana Calcio ma seguivamo anche matrimoni o rinfreschi per aziende private. Ha portato avanti con orgoglio e con onore quello che aveva costruito mio padre, cercando di mantenere viva e migliorare la reputazione che ci eravamo costruiti».
Per Paolo, però, non esisteva solo il lavoro: «Era orgogliosissimo dei suoi due figli – racconta ancora la moglie – andava fiero della sua famiglia e faceva di tutto per il nostro bene. Parlava sempre con il cuore in mano dei suoi ragazzi e anche di me, vi voleva un gran bene sono certa di questo».
Una vita serena, quella della famiglia Pellicciari, devastata da una tragedia improvvisa, un’infezione che nel giro di poco tempo si è portata via Paolo. «Ha avuto un’endocardite batterica che gli ha distrutto le valvole del cuore. È stato operato al Villa Salus, l’operazione è andata bene ma gli altri organi erano ormai compromessi e non ce l’ha fatta. Un banale batterio che abbiamo tutti nell’intestino, su mio marito ha creato questa bomba che è passata al sangue e alle 5.45, nel reparto di Rianimazione del Santa Maria Nuova, ce lo ha portato via».
I tentativi di salvare la vita a Pellicciari sono andati avanti per settimane, da quando il 16 gennaio ha subìto il primo ricovero. E nel corso dei giorni sono stati moltissimi gli amici che gli hanno dimostrato affetto e vicinanza tanto che, conclude la moglie, «quando il medico mi ha chiamato per darmi la notizia della morte mi ha detto “signora, io purtroppo non l’ho conosciuto, ma era veramente tanto amato”. Una frase che mi rimarrà impressa per sempre, perché è la verità, era amato da tutti».
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