Un nuovo spazio femminista per tutte le donne della città
Sarà gestito dall’associazione “Non una di meno” in collaborazione col Comune L’assessore Maramotti: «In zona stazione per dare un segnale di sicurezza»
Ci avevano già provato nel lontano 1979 occupando ripetutamente la sala “Verdi” del teatro Ariosto per rivendicare i propri diritti ed avere un posto dove sentirsi forti e al sicuro, oggi le donne reggiane (e non solo) possono finalmente avere uno spazio femminista autogestito.
Grazie a un accordo di collaborazione con il Comune di Reggio Emilia, si è potuto fare un primo passo per la realizzazione di un laboratorio per le donne fatto dalle donne, affidato alla gestione del movimento “Non una di meno”, impegnato nella lotta per contrastare le discriminazioni di genere e le violenze. La scelta del posto non è casuale, è stato infatti richiesto l’utilizzo dei locali di viale 4 Novembre 8/F, in prossimità della stazione, proprio per abbattere il pregiudizio di insicurezza da sempre legato alla zona.
«Le politiche di sicurezza urbana sono al centro di molti dibattiti pubblici – dichiara l’assessore con delega alle pari opportunità, Natalia Maramotti – Le donne hanno paura a frequentare quest’area temendo aggressioni o violenze. Aprendo uno spazio pubblico vogliamo dare un segnale di sicurezza, far capire che si può andare oltre a questa convinzione. Un esempio? La mostra di Salgado che ha riunito tantissime persone proprio in via Turri, facendo svanire come d’incanto la paura. Bisogna cambiare il clima negativo in cui viviamo oggi».
Lo “Spazio aperto” – il nome vero verrà deciso collettivamente in seguito – vuole essere un luogo d’incontro e di attivismo delle donne, native e migranti, finalizzato all’ideazione e realizzazione di inchieste, approfondimenti politici e culturali, attività di informazione, documentazione, comunicazione, laboratori artistici e progettuali, tenendo sempre a mente le lotte sui temi del femminismo, della violenza di genere e dei diritti delle donne e di tutte le soggettività Lgbtqi.
«La relazione è fondamentale – spiegano Carla Ruffini e Carmen Marini di “Non una di meno” – Fermarsi a parlare e a riflettere aiuta a contrastare i problemi che tuttora riguardano le donne. Vogliamo radicarci a livello territoriale. Non si tratta di uno sportello d’ascolto o, meglio, non ha solamente questa funzione. Vogliamo che le conquiste raggiunte non si svuotino ma vengano valorizzate e ricordate. Le donne, infatti, quando agisco lo fanno per tutti».
Al momento i giorni e gli orari di apertura sono il lunedì e il giovedì dalle 18.30, con la speranza di uno sviluppo graduale nel tempo, e per qualsiasi informazione ci si può rivolgere al sito internet e alla pagina Facebook di “Non una di meno”. Si segnala inoltre che oggi alle 16 si terrà alla Polveriera, in via Terrachini, una conversazione interattiva in vista dello sciopero dell’8 marzo per i diritti delle donne, in cui verranno spese parole anche per lo “Spazio aperto”. —
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