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Assessori e Pd fanno quadrato attorno al sindaco Vecchi

E.Spa.

Marchi, Foracchia Curioni e Capelli in sostegno del primo cittadino in difesa del buon nome della macchina comunale

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REGGIO EMILIA. Difendono il Comune, travolto anche dalla bufera innescata dal vicesindaco, Matteo Sassi, che dalle pagine dalla Gazzetta ha attaccato una parte dei dirigenti, accusandoli di opporsi all’aggiornamento del regolamento. E si stringono attorno al sindaco Vecchi, mostrando fiducia e apprezzamento nelle sue parole. Così gli assessori su Facebook parlano dell’inchiesta che scuote il municipio. Come l’assessore al Bilancio, Daniele Marchi: «Sono entrato in giunta a fine 2016 – scrive Marchi – Seguendo il Bilancio sono uno dei pochi, oltre al sindaco, ad entrare in contatto con tutti gli ambiti. Non posso dire di conoscere tutto e tutti, ma molto e molti sì. E sottoscrivo le parole del sindaco». Per Marchi, «ci sono professionisti seri e capaci. Uffici le cui luci restano accese fino a tarda sera, per rispettare una scadenza, chiudere un lavoro, ascoltare una persona. Lavoratori appassionati. Rispettiamo, senza retorica, il lavoro della magistratura. Rispettiamo, senza retorica, chi lavora con serietà per il nostro Comune. E non prendiamo lezioni su nulla, da chi ha svenduto una delle opere pubbliche più importanti per il nostro Paese, per salvare Salvini da un processo». Scrive l’assessore alla Città internazionale, Serena Foracchia: «Il Comune è una grande macchina organizzativa, va diretta coordinata e curata quotidianamente perché come tutti gli organismi necessita di costanti adeguamenti. Ho incontrato in questa struttura persone instancabili che sanno lavorare con estrema professionalità e senso delle istituzioni. Così deve essere. È con il loro impegno quotidiano che siamo riusciti ad andare avanti».

Per Raffaella Curioni, assessore all’Educazione, ci sono «tentativi di screditare chi ci ha messo la faccia inseguendo polemiche dell'ultima ora». Sulla vicenda interviene anche il capogruppo Pd, Andrea Capelli, che attacca il M5s: «Mettono alla gogna e condannano pubblici dirigenti con sentenza inappellabile, quando siamo appena a inizio indagini. Continuano a citare fatti mai accaduti e ricostruiscono storie mai esistite in chiave gravemente diffamatoria per alti funzionari, amministratori ed esponenti politici Pd. Ma chi può fidarsi di costoro?». —

E.Spa.

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