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Bocconi avvelenati destinati a lupi e volpi, salvo il cane Ariel

Miriam Figliuolo
Bocconi avvelenati destinati a lupi e volpi, salvo il cane Ariel

Le esche in una zona sperduta di Vaglie. Il proprietario: «Esperienza bruttissima». L’area subito bonificata dai carabinieri Forestali all’opera con un’unità cinofila

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VENTASSO. Per Ariel passeggiare tra i prati di montagna a pochi chilometri da casa in compagnia dell’amico umano Luca Fiorini, è un’abitudine consolidata. Un piacere che è diventato un incubo, venerdì, quando Ariel è incappata in un boccone avvelenato che ha rischiato seriamente di strapparla a Luca.

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Stiamo parlando di un bellissimo esemplare femmina di cane Lupino del Gigante di quattro anni, per il quale correre libera tra le montagne fa riemergere ricordi atavici, di quando i suoi antenati percorrevano in lungo e in largo il nostro Appennino, a seguito dei pastori che li impiegavano nella difesa e nel governo delle mandrie di bestiame (mucche o pecore).

L’incubo

Un sogno di libertà che si è infranto brutalmente a causa del gesto insano di qualcuno che, per il momento, resta di identità sconosciuta. Ma i carabinieri Forestali potrebbero già essere sulle sue tracce.

Per fortuna Ariel ieri ha potuto fare ritorno a casa, ma ha trascorso il fine settimana tra la vita e la morte, ricoverata nella clinica veterinaria di Valentina Manfredi a Felina, attaccata a una flebo e con la costante vicinanza di Fiorini, disperato.

Giorni terribili per Luca che ha avuto il sostegno e la vicinanza di tantissimi amici: il tifo per Ariel è stato eccezionale. Basti vedere le centinaia di reazioni e commenti al post su Facebook in cui Fiorini ha raccontato l’accaduto e poi a quello, postato ieri mattina, del rientro di Ariel, finalmente fuori pericolo, a casa.

la mobilitazione

Anche l’associazione cane Lupino del Gigante, con sede a Castelnovo Monti, nell’immediatezza dell’accaduto si è mobilitata. «Ieri venerdì 22 febbraio nel pomeriggio, nei pressi di Vaglie di Ligonchio, Luca Fiorini con il suo cane “Ariel”, di razza Lupino del Gigante, si è recato in passeggiata come quasi tutti i pomeriggi – hanno scritto in una nota – Il cane ha trovato qualcosa di appetitoso, dopo circa 20 minuti ha cominciato a vomitare, barcollare e tremare. Condotto subito dal veterinario, la diagnosi è stata certa: avvelenamento. Vista la posizione in alto Appennino reggiano si tratterà quasi sicuramente di bocconi per predatori selvatici. Avvisiamo tutti i proprietari di cani, che anche se in posti molto sperduti, come in alta montagna la presenza di esche non è così remota, prestate molta attenzione nelle vostre passeggiate».

la bonifica

Appena fatta la denuncia ai carabinieri della Forestale è partita la bonifica nell’area battuta da Ariel quando è rimasta avvelenata: il sopralluogo dei militari con l’ausilio di un’unità cinofila ha portato al reperimento di una carcassa di volpe, molto probabilmente anch’essa avvelenata da un boccone. Sarà analizzata.

Dunque le indagini sono partite e si spera di riuscire ad arrivare al responsabile.

«Venerdì pomeriggio io e Ariel ci siamo spinti fino a Vaglie, poco oltre la frana sulla provinciale, sei o sette chilometri da casa – racconta Fiorini – Zone che frequentiamo spesso. Il cane correva libero. Dopo mezzora sono cominciati i primi sintomi: vomito, diarrea, poi il tremore. Ariel non coordinava più i movimenti, cadeva». È seguita la corsa dal veterinario.

«L’intervento è stato tempestivo – dice ora Fiorini – Mi hanno detto che Ariel non subirà conseguenze, per fortuna. Ma è stata una bruttissima esperienza». —


 

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